fbpx
Usarci


Dopo aver girato l’Italia in lungo e in largo per tutta l’estate, Sergio Caputo ha concluso il suo tour al Folk Club di Torino per inaugurare la XXXI stagione di concerti dell’associazione.

Lo scopo è quello di presentare dal vivo il suo ultimo lavoro discografico “Oggetti Smarriti”, uscito lo scorso 25 maggio.

La formazione prescelta per la serata è stata quella del trio che si addice in modo particolare all’ambiente intimo in cui si svolgono i concerti del Folk Club.

L’artista ha presentato, oltre ai classici del suo repertorio più noto, il suo ultimo disco che contiene la riproposta di undici tracce meno conosciute di una carriera che sta per oltrepassare i trentacinque anni.

Si tratta di canzoni che non sono mai state presentate in singolo, per cui non sono mai passate in radio.

Caputo, tuttavia, dice di amarle in modo particolare, ma visto che si rende conto che per i motivi suddetti non sono note al grande pubblico, ha deciso di riarrangiarle e di inciderle in una versione nuova, molto asciutta, voce chitarra e poco altro.

Visto il positivo riscontro avuto da parte del suo pubblico nel corso dei concerti estivi, Caputo non ha escluso di mettersi all’opera per realizzare un secondo capitolo, un “Oggetti Smarriti 2”.

Anche in questo lavoro il suo stile si rifà alle radici del jazz e spazia nei ritmi latini, con l’uso insolito e innovativo del linguaggio letterario, che a sua volta attinge dal quotidiano e dalle nevrosi metropolitane.

Siamo lontani dal tecnoswing che lo rese famoso negli anni Ottanta. Ma bisogna riconoscere a Caputo la capacità, nel corso degli anni, di essersi rinnovato continuamente senza mai adagiarsi sul facile tappeto del successo facile.

Ma soprattutto nel disco riaffiora ancora una volta un suo tema ricorrente. Quel “passato da dimenticare” che compare spesso nei suoi lavori sia musicali che letterari.

Forse Caputo si riferisce alla sua militanza nel Fronte della Gioventù di Salerno negli anni Settanta: militanza che gli ha impedito di sfondare nell’Italia del Pensiero Unico, tanto da costringerlo ad emigrare negli Stati Uniti per un lungo periodo della sua vita.

Ma le sue canzoni e il suo spirito ribelle hanno comunque fatto breccia nel pubblico italiano fin dal lontano 1983, quando Carlo Massarini lo lanciò in Tv nella trasmissione Mister Fantasy.

Da allora un pubblico attento e fedele continua a seguire ed amare i suoi brani. Persino quelli politicamente scorretti come “Libertà dove sei?” che compare anche in quest’ultimo lavoro discografico.


Le opinioni dei lettori

Rispondi

La tua email non sarà pubblicata. * Campi obbligatori



The Gentlemen's family

ElecTO Radio

Current track
TITLE
ARTIST