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Usarci


Nella grigia e malinconica sfilza di scheletri tutti uguali, panini dissapiti e tediose cianfrusaglie, sull’Autostrada A6 Torino-Savona (km 18, partendo dalla Liguria in direzione Torino) turisti e viandanti possono godere di una vera e propria singolarità, una perla gastronomica gestita dalla famiglia Marenco.

Nessuna gigantografia o caratteri cubitali in bella vista ma giardini curati, opere d’arte, comode sedute e area cani attrezzata.

Non è un Autogrill (sì, quelli grigi, dissapiti e tediosi) ma è stato indicato come “l’Autogrill più bello d’Italia”. Un’autobar che rischiamo di perdere con buona pace dei soliti Camogli, Bufalino & Co. Largo alla mediocrità insomma.

Della famiglia Marenco e di questo delizioso autobar (aperto da Diego Marenco nel 1961) hanno parlato Slow Food, Il Sole 24 ore, La Stampa, critici gastronomici e comuni avventori: basta farsi un giretto sul web o su Tripadvisor. Forse lo conoscete come Carcare o Carcare Est.
Io lo chiamo “il posto del panino con la frittata”.
E spesso capita che quando si va al mare (io, cane e marito): “amore, usciamo e torniamo indietro per andare dal panino con la frittata”?
Oppure “amore ti vengo a prendere e stasera andiamo a cenare dal panino con la frittata” (e abitiamo a Torino, quindi fate voi).

Ma non lasciatevi ingannare: non è soltanto il posto della frittata. Le ricette sono diverse e tutte buonissime, realizzate impiegando prodotti del territorio e a km0: salsiccia di Bra, uova fritte e tartufo, robiola di Roccaverano e pomodori secchi, focacce, torte fatte in casa, premura e sorrisi. Cibo per il corpo e per l’anima.

A causa del piano di razionalizzazione delle aree di servizio autostradali (che prevede una distanza di circa 50 km fra un’area di servizio e l’altra), la famiglia Marenco rischia di perdere la gestione dell’area. Il decreto oggetto del contendere risale al 2015 ed è stato emanato congiuntamente dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dal Ministero dello Sviluppo Economico (a firma degli allora Ministri Lupi e Guidi).

Massimiliano Marenco (attuale gestore) precisa di non aver ricevuto la fatidica lettera (per intenderci, quella in cui lo Stato ti dice “è stato un piacere, ciao!”) ma è comunque preoccupato perché la “razionalizzazione” comporta una divisione netta tra zona “carburante” e zona ristoro. E quest’ultima sarà soggetta a un bando di gara i cui termini potrebbero penalizzare gli attuali gestori.

La famiglia Marenco però non si arrende (e nemmeno noi): sulla sua pagina ufficiale di Facebook ringrazia tutti per l’affetto e la solidarietà.
A breve verrà anche lanciata una petizione per salvare questa gustosa e bellissima realtà.

Vi terremo aggiornati!

Foto Credits IlSole24Ore


Le opinioni dei lettori
  1. Riccardo   On   4 maggio 2018 at 12:44

    notizia pessima, ma pessima proprio. è la mia tappa fissa per panino con salsiccia di Bra e secondo giro con albese e tartufo

    • Mela Lodovica   On   4 maggio 2018 at 17:05

      Sono ormai 48 anni che quando vado e torno da Viola è la mia tappa fissa! È una eccellenza deve rimanere alla famiglia Marenco.

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