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La vita di Rita Dalla Chiesa ha qualcosa di romanzesco. Sarà per questo che il suo libro edito da Mondadori, “Mi salvo da sola”, ha riscosso un grande successo.

Giovedì 5 settembre alle 18:30 alle Cattive, vineria letteraria di Tasca d’Almerita a Palazzo Butera a Palermo, Rita Dalla Chiesa presenterà “Mi salvo da sola” con l’intervento del giornalista di Repubblica Salvo Palazzolo.

Tante sono le sfaccettature di questa splendida donna, popolare conduttrice di Forum ed ex moglie dell’amatissimo conduttore televisivo Fabrizio Frizzi.

Il libro inizia dal racconto della morte del padre di Rita, il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Il 3 settembre 1982, Cosa Nostra riesce ad uccidere il Prefetto antimafia, giunto in Sicilia cento giorni prima, coinvolgendo la sua seconda moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta, Domenico Russo. Rita intuisce che qualcosa di grave è accaduto a Palermo. Il dolore per la perdita del padre è troppo forte “un urlo silenzioso che le spacca il cuore e che non vuol saperne di uscire”.

Un’altalenarsi di amore e dolore, felicità e perdita e, come unico punto, la consapevolezza di doversi salvare da sola, di dovere trovare motivazioni per andare avanti. Nel suo racconto Rita ci confida i suoi sentimenti più intimi, i suoi momenti felici accanto a Fabrizio Frizzi, l’altro uomo importante della sua vita. Commenta così nel libro la differenza di età tra il padre e la moglie Emanuela Setti Carraro, riferendosi forse anche a lei e Fabrizio Frizzi: “a me dell’età non è mai importato niente, ho sempre pensato che l’amore sia amore, punto”.

Nel libro sembra quasi di sentire la sua voce calma e rassicurante, che tante volte abbiamo ascoltato, durante il famoso programma su Canale 5, Forum. La descrizione minuziosa di suo nipote Lorenzo, “il suo cacciatore di stelle” che ama il mare come lei e con il telescopio si diverte a guardare le stelle dal terrazzo di Rita. Il ricordo dei suoi momenti lavorativi all’interno degli studi Mediaset.

Ma se è vero che esiste un solo unico grande amore, quello di Rita fu sicuramente quello per Fabrizio Frizzi. Bellissime sono le parole che gli dedica nel suo libro: “Mi aveva praticamente invaso casa. Ma io ero felice così. Avermi invaso la vita mi impediva di pensare troppo al dolore per quello che mi era successo a settembre. Ero sicura, e lo penso ancora, che Fabrizio fosse stato un regalo mandatomi da mio padre, per evitare che stessi troppo male, che mi sentissi troppo sola. O che combinassi troppi guai”.

Nel corso della sua vita Rita Dalla Chiesa è stata travolta dagli eventi e, non a caso, all’inizio del libro dedica i suoi pensieri a queste onde di felicità o dolore che l’hanno sempre aiutata a tornare a riva. Si è salvata per la figlia Giulia, per sostenere i fratelli Nando e Simona. Ma il passaggio più commovente del libro è quello finale in cui afferma:”non so se ho vinto io, i lividi ci sono, ma non mi sono mai fatta mettere all’angolo”.

Un’autobiografia capace di commuovere e toccare il cuore, con il garbo e l’intelligenza di una valida giornalista come Rita Dalla Chiesa.


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