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«Tu m’intorbidi l’acqua» disse il lupo
all’agnelletto che più giù beveva:
turpe pretesto su cui fanno leva
da sempre i prepotenti senza scrupoli.

Oggi, contro il convegno di Verona
sulla famiglia le novelle Erinni
con accuse si scagliano e cachinni
perché col loro coro non s’intona.

«Retrogradi, fascisti, oscurantisti!»
urlano ai convenuti – una minaccia
chiara ai diritti – e sùbito la caccia
danno alle streghe. E sono illuministi…

**********

Anche La7 è cosa loro,
ne son fieri e se ne vantano,
se la dicono e se la cantano
formando un armonico coro.

Ammettono a volte una stecca,
una sola, un solo importuno
che attaccano tre contro uno,
trattandolo come una zecca.

E l’arbitra gioca, amministra
l’andamento della partita
in modo che riesca gradita
al popolo della sinistra.

Che popolo? Quella è l’élite,
già pazza per Marx e per Mao,
spocchiosa nel suo birignao,
dall’aria buonista o maudite.

È l’intelligencija al caviale
che mai ne ha azzeccata una giusta,
ma insiste a impartirci una frusta
lezione di vita e morale.


*******

Se due più due fa cinque,
se non si nasce maschi
né femmine, se laschi
si è con chi delinque

perché comunque è colpa
di questa società,
se libertà si dà
a quelli che ci spolpano,

inutile lagnarsi
che andiamo alla deriva:
se l’etica è lasciva,
darsi non può catarsi.

****************************

         

La Storia è una vorace sanguisuga.
Mentre l’Europa dì per dì si estingue,
dall’Africa e dall’Asia sono in fuga.
Là tagliano le gole, qui le lingue.

                    ***

Ieri c’era l’oracolo di Delfi
che parlava per bocca della Pizia:
oggi che Dio è morto si propizia
la propria sussistenza con i selfies.

****************

Aborro dai cavilli dei sofisti
che sciolgono nell’acido capziosi
la verità, che dotti di nevrosi
s’atteggiano a istrioni ed alchimisti.

Dalla loro hanno sempre qualche chance
e fanno bianco il nero e nero il bianco
o con amenità da cantimbanco
s’inventano nuances su nuances.

Così la verità s’immilla e sfuma
nei loro labirintici racconti
e sfumano con essa gli orizzonti
di senso, avvolti da perenne bruma.

                   ***

Tu dall’attico guardi il labirinto
entro cui vanno e vengono, formiche
intente a disdicevoli fatiche,
gli uomini della strada, che dal finto

tuo giardino disdegni. A te d’accanto,
sul tavolo, una coppa di champagne,
tre tartine al caviale, due lasagne
al forno ed un manuale d’esperanto.

                 ***

I detentori della Verità –
un simulacro del vitello d’oro –
ogni altro credo non conforme al loro
rigettano con fredda ostilità.

Nulla può darsi fuor del loro Nulla
talché perfino la democrazia,
se il responso dell’urna si disvia
dal loro, la ritengono fasulla.


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