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L’ermetismo ed il minimalismo sono gli strumenti più efficaci con cui Fabio Castelli, medico ortopedico attivo a Milano, indaga il sentimento amoroso in “Poemes des Chateaux“, il suo libro di liriche da poco edito.

Il titolo è un gioco di parole basato sul suo cognome (Castelli/Chateaux), capace, però, al tempo stesso, di evocare il mondo cavalleresco dei castelli, in cui la cortesia rappresentava il nucleo centrale dell’esperienza amorosa. La donna era, allora, al centro della società cavalleresca, all’interno di una concezione romantico-sentimentale dell’amore, cosiccome essa risulta essere la figura centrale di questa raccolta poetica. Fabio Castelli la dedica alla madre Estella, morta dopo averlo partorito, alla sua musa ed ai suoi quattro figli perché “si possano innamorare della poesia della vita“. In queste liriche emerge un uso particolare della parola, il proporre una poesia pura, spogliata di qualsiasi retorica e sentimentalismo, capace di cogliere l’essenzialita’ del sentimento amoroso.

Significativa una citazione del filosofo Nietzsche con cui l’autore fa precedere le sue poesie di carattere ermetico: “C’è sempre un grado di pazzia nell’amore, così come c’è sempre un grado di logica nella pazzia“.

Il tema dell’anima viene indagato con molta sensibilità dall’autore, accanto a quello dell’amore, che giunge, come ben esemplificato nella lirica intitolata “Regina“, in silenzio, capace poi di materializzarsi nello spazio, appunto, dell’anima. Il sentimento amoroso partecipa degli elementi della natura, come avviene nella lirica intitolata “Deserto“, in cui di un amore passato non rimangono fiori né frutti, ma “deserto riarso/ scavato al/ destino“. La persona che ama si identifica nell’elemento naturale del fiume, capace di germogliare a nuova vita e ad aprirsi a sentimenti rinnovati.

L’amore è poi anche esemplificato dalla metafora del navigare negli occhi dell’amata che, come tutti gli occhi, rappresentano lo specchio dell’anima, come nella lirica “Il navigar/negli/occhi/tuoi/di sterminata/tenerezza/il cuore/accende“.

La metrica serrata e l’ermetismo sono gli strumenti con cui Fabio Castelli riesce con efficacia, senza fronzoli e con un linguaggio che si spinge verso il minimalismo, a cogliere il sentimento amoroso in tutte le sue sfaccettature, sottolineandone la sua universalità e la stretta connessione con la natura.


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