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La Pinacoteca e biblioteca “Camillo d’Errico” di Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza, si conferma uno dei luoghi culturali più dinamici in Basilicata.

Tra pochi giorni verrà inaugurata una mostra che esalta le opere più significative dedicate al cibo.

Un allestimento non casuale, dato che siamo nell’anno del cibo italiano promosso dal MIBACT.

Una trentina i dipinti che si potranno ammirare. Tra questi il “Ragazzo con fiasco di vino” di Gaspare Traversi, la “Natura morta con colombe” del Maestro di Palazzo San Gervasio e le “Scene pastorali” di Pietro Bardellino.

Tutte opere d’arte che esaltano in maniera diversa la valenza culturale del cibo.

La Pinacoteca d’Errico è uno scrigno di capolavori immerso nella provincia lucana. Nella cittadina bradanica è conservata la più grande collezione privata esistente nel Mezzogiorno. Un patrimonio di oltre trecento dipinti, circa cinquecento stampe e seimila volumi lasciati da Camillo d’Errico alla comunità di Palazzo San Gervasio.

Le attività della pinacoteca, il cui conservatore è il dinamico Mario Saluzzi, proseguiranno con una pubblicazione che si annuncia di grande interesse. Si tratta del catalogo scientifico, curato da Mauro Vincenzo Fontana, dedicato ai maestri d’Olanda e di Fiandra nei mari del sud.

La pittura olandese e fiamminga è, infatti, visibile nelle collezioni di Giuseppe Bellanti, Giovanni Messina e Camillo d’Errico.

Il volume metterà a confronto alcuni dei capolavori appartenuti a Camillo d’Errico (tra cui due lavori di Hendrick de Somer) con alcuni dipinti della collezione nazionale maltese.

La pubblicazione ha ottenuto il patrocinio di Valletta 2018, Capitale Europea della Cultura, di Heritage Malta e dell’ambasciata maltese in Italia.

Lo scorso 4 giugno, inoltre, a Toronto, presso l’Istituto Italiano di Cultura, è stata esposta uno delle opere d’arte più apprezzate e conosciute della Pinacoteca d’Errico: la “Giovane contadina” di Giuseppe Bonito. Qualcuno la definisce addirittura la “Gioconda lucana”, accostandola alla famosissima opera di Leonardo da Vinci per i tratti intensi e delicati.

Quanto realizzato a Toronto – afferma Mario Saluzzi, conservatore della Pinacoteca d’Errico – offre la possibilità di promuovere l’immagine di tutta la Basilicata all’estero e dell’intero sistema culturale lucano. La Giovane contadina, in questi giorni in Canada, è senza dubbio una delle immagini più iconiche della pittura napoletana del Settecento e dell’intera arte lucana di epoca moderna, un’opera che immortala un’ammaliante bellezza mediterranea”.

La migliore ambasciatrice per far conoscere la Basilicata in ogni angolo del mondo.


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