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La lunga storia dei Pooh, una cavalcata musicale lunga più di 50 anni che ha rappresentato la colonna sonora delle vite di milioni di italiani,

poteva concludersi con le patetiche esibizioni di due metà del complesso nei concerti di capodanno contrapposti su Mediaset e Rai? Poteva finire con l’assurda partecipazione dell’ex Pooh Riccardo Fogli su un’isola della vergogna mediatica?

Per fortuna no. E allora ci ha pensato Dodi Battaglia a portare in tournée Perle, un lunghissimo concerto con la riproposizione di 40 brani del complesso . Una scelta coraggiosa, quella di Dodi, considerato dalla critica uno dei migliori chitarristi a livello mondiale. Perché le Perle che porta sul palco non sono le canzoni più amate e conosciute dal pubblico.

Niente Piccola Katy, niente Pensiero, Tanta voglia di lei, Chi fermerà la musica, Uomini soli. Pochi anche i momenti di coinvolgimento del pubblico in sala, invitato a cantare con Dodi.

Invece il chitarrista bolognese sceglie brani più raffinati, più difficili, che fanno parte della storia dei Pooh ma che raramente venivano presentati nei concerti. Dodi può contare su una band giovane ma professionale, voci e strumentisti che recuperano le radici dei Pooh ma le fanno rivivere in modo nuovo.

Il risultato è soddisfacente, il pubblico apprezza il coraggio, le riproposizioni sul filo della memoria ed i virtuosismi alla chitarra.

Il mese prossimo Perle diventerà un album in vendita. Ma dal palco Dodi Battaglia annuncia che, visto il successo della tournée, al termine dell’estate ritornerà sui palchi di tutta Italia.


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