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Nel corso di quest’anno scolastico, per la prima volta il Ministero dell’Istruzione ha inviato a tutte le scuole superiori degli esempi di tracce per la prima prova scritta – quella di Italiano – uguali per tutti.

In altre parole, per una volta gli studenti sono stati chiamati a cimentarsi sugli stessi argomenti nelle due simulazioni che si sono svolte a dicembre e nello scorso mese di febbraio.

Come era già stato reso noto in precedenza le tipologie sono diverse rispetto al passato ed era quindi giusto che gli studenti avessero un esempio concreto delle tracce che saranno loro sottoposte nel prossimo mese di giugno, vale a dire quando dalle simulazioni si passerà alla prova vera e propria.

Al di là delle inevitabili polemiche che, un po’ a macchia di leopardo, sono state sollevate sulle nuove modalità, sorprende che quasi nessuno si sia accorto che gli argomenti proposti, non fossero propriamente in linea con il passato.

La prima simulazione proponeva infatti un testo di Giovanni Comisso (nella foto), un autore colpevolmente dimenticato, trascurato sistematicamente dalle antologie scolastiche, e – ne siamo convinti – persino sconosciuto alla stragrande maggioranza degli insegnanti.

Forse è questo il motivo per cui nessuno ha alzato polveroni per la scelta di un testo di un cantore della Grande Guerra, alla quale l’autore partecipò con entusiasmo e che cantò nel libro Giorni di Guerra del 1930; di un legionario fiumano al seguito di Gabriele D’Annunzio e, non da ultimo, “piuttosto considerato negli anni tra le due guerre” per citare le parole di Marco Cimmino.

E nessuno ha avuto nulla da ridire che la poesia di Giovanni Pascoli, scelta come prima traccia per la seconda simulazione, si intitolasse Patria; una parola che oggi non usa più nessuno in quanto suscita malcelati disagi in tutti i sostenitori del politicamente corretto.

Forse qualche insegnante un po’ più attento avrà potuto pensare che qualcosa sia cambiato, o stia cambiando, anche nei palazzi romani di viale Trastevere; almeno per quanto riguarda gli argomenti da trattare nel corso dell’Esame di Stato.

Ma forse sarebbe stato meglio che negli stessi palazzi si fosse dato un peso maggiore alle novità e alle modalità di espletamento dell’esame stesso, visto che a tutt’oggi i dubbi che coinvolgono dirigenti, insegnanti, studenti e, di conseguenza, famiglie sono ancora piuttosto numerose e diffuse. Specie per quanto riguarda la prova orale, sulla quale l’incertezza regna sovrana.

Ma si sa: in questo momento Lega e M5S hanno ben altro a cui pensare che a chiarire le idee a qualche centinaio di migliaia di cittadini che, in vista delle prossime prove d’esame, brancolano tuttora nel buio.


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