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Si ride e si scherza ancora, nel 1965, anche in musica.

È l’anno del Peperone di Edoardo Vianello, un successo del Cantagiro (uno dei pochi ancora ricordati di quella edizione), ma è anche l’anno di brani allegri come “Andiamo a mietere il grano” (Louiselle), “Dagli una spinta” (Carlo Alberto Travaglino), “La notte è piccola per noi” e “Lasciati baciare con letkiss” (le gemelle Kessler), “Un grosso scandalo” (Dalida ma anche Sacha Distel nella versione francese Scandale dans la famille), “La Balilla” (Giorgio Gaber e Maria Monti).

Celentano fa il simpatico ed è ancora in festa e Rita Pavone si entusiasma per la pappa al pomodoro (dell’anno prima ma che vende di più nel 65) mentre Mina autocelebra le sue doti canore con Brava.

Però il vero trionfatore del 65 è Nini Rosso, il cuneese re della tromba che suona “Il Silenzio”.

Dopo le estati ruggenti di musica, feste, divertimenti di ogni tipo, le note del Silenzio appaiono quasi premonitrici di ciò che sta per accadere. Certo, l’amore trionfa sempre, almeno nelle canzoni, però molti testi diventano più riflessivi.

È l’anno di Fabrizio De Andrè con Marinella, Amore che vieni amore che vai, La Città Vecchia, La ballata dell’amore cieco, Carlo Martello.

È uno degli ultimi anni di Luigi Tenco, con Vedrai vedrai, è un anno di grandi successi di Sergio Endrigo con Mani bucate, Teresa e Come stasera mai.

Bruno Lauzi assapora il grande successo con Il poeta e La donna del Sud, perché l’emigrazione dal Mezzogiorno sta diventando un problema sempre più grave.

Memo Remigi e Ornella Vanoni spiegano quanto sia difficile innamorarsi a Milano, senza cielo e senza verde, e Ornella oscilla tra la richiesta di un forte abbraccio e l’invito a non dirle niente. Però i suoi dischi vendono. Vendono molto di più, in Italia, di due gruppi d’Oltre Manica, Beatles e Rolling Stones, che riescono finalmente a piazzare i dischi tra i 100 più venduti. Soprattutto i Beatles che piazzano Yersterday all’ottantottesimo posto, poco sopra la versione Ieri di Peppino di Capri. Ma nella Top 100 figura anche Ticket to ride, Help. Per i Rolling Stones in classifica entra solo Satisfaction.

Ma la musica straniera penetra sempre di più. Bob Dylan e Joan Baez sono fuori classifica con Farewell Angelina e Mr Tamburin Man vende più nella versione dei Byrds che in quella di Dylan.

Dalla Grecia arriva la Danza di Zorba, di Mikis Theodorakis ma gli italiani preferiscono la versione di Dalida. In ogni caso ad Atene non sono ancora arrivati i Colonnelli, a differenza di quanto credono coloro che considerano Zorba un brano contro la dittatura.

La Francia replica con Aline di Christophe, con Aznavour che canta Dopo l’amore.

C’è anche un emigrato italiano in Belgio, Adamo, che ha il suo anno d’oro invitando l’amata a non tenergli il broncio e cantando la Notte.

Per Morandi, invece, Si fa sera. E nell’elenco degli amori un po’ così figurano a pieno titolo Michele (Ti senti sola stasera), Donaggio (Io che non vivo), ancora Morandi (Se non avessi più te), Bobby Solo (Se piangi, se ridi), Petula Clark (Ciao Ciao) e Franco Tozzi (I tuoi occhi verdi), vicino di casa di Rita Pavone (che celebra Lui) e fratello maggiore dell’ancora sconosciuto Umberto.

Non molto distante abita Dino (Te lo leggo negli occhi), ma una “scuola torinese” non nascerà mai.

Amori più normali sono quelli di Anna Identici (Un bene grande così) che non ha ancora scoperto il filone folk e quello della protesta sociale e politica, di Mina (Un anno d’amore), di Jimmy Fontana (Il mondo), di Little Tony (Ogni mattina).

Più incerto il finale di Le colline sono in fiore (Wilma Goich e The new Christy menestrel).

È l’anno della scoperta di Orietta Berti (Tu sei quello) ma è soprattutto l’anno della consacrazione dei gruppi.

L’Equipe 84 sforna Papà e mammà, Quel che ti ho dato, Ora puoi tornare, mentre i Rokes notano che C’è una strana espressione nei tuoi occhi e i Ribelli si chiedono Chi sarà la ragazza del Clan, che è quello di Celentano.

Però, all’estero, i concerti dei gruppi scatenano rivalità e scontri, anche mortali. Ricky Shayne celebra Uno dei Mods. Tanto per chiudere il 65 con una nuova tristezza.


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