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Quella che sarà la lunghissima estate degli Anni 60 inizia, musicalmente, in inverno, dall’imprescindibile Festival di Sanremo.

Domenico Modugno sale sul palco da favorito ma non gli riesce il “triplete” e si piazza al secondo posto interpredando, con Teddy Reno, “Libero”.

A vincere sono Tony Dallara (che trionferà anche a Canzonissima, edizione presentata da Alberto Lionello che porterà al successo la sigla “La, la, la, la”) e Renato Rascel con due esecuzioni molto diverse di “Romantica”. Terzi Joe Sentieri e Wilma De Angelis con “Quando vien la sera”.

E i mostri sacri? Ci sono ancora, a Sanremo, e Nilla Pizzi conquista il quarto posto con “Colpevole”, insieme a Tonina Torrielli.

Ma Pizzi e tutti gli altri cantanti “storici” che si esibiscono al Festival non hanno più seguito nei negozi di dischi: non vendono. Sono altri gli interpreti di successo, a partire da Mina che esordisce a Sanremo ma ha già un folto numero di fans e poi scala le classifiche di vendita con “Il cielo in una stanza”, un brano del giovane Gino Paoli.

Si fa strada Umberto Bindi con “Il nostro concerto” e sbarca in Italia la versione originale di “Scandalo al sole”.

Dall’estero arrivano e si impongono anche Neil Sedaka con “Oh Carol”, Edith Piaf e Dalida con “Milord”, Elvis Presley con “It’s now or never” (versione di O sole mio), Ricky Valence con “Tell Laura i love her” che avrà poi successo nella versione italiana, ancora Dalida con la versione italiana di “Les enfants du Pirée”.

Ma i brani di successo sono sempre più numerosi, l’Italia ottimista canta e acquista dischi. La colonna sonora del boom economico comprende Caterina Valente con “Personalità” e “Till”, Nico Fidenco con “Su nel cielo”, Gianni Meccia e il suo “Barattolo” che accompagnerà tante estati spensierate, Joe Sentieri con “È mezzanotte”.

Cresce il successo di Peppino di Capri che sforna “Nessuno al mondo”, “Voce ‘e notte” e “Notte di luna calante” interpretata anche da Modugno.

E poi ancora e sempre Mina: in classifica con la ripresa di “Tintarella di luna”, “Folle banderuola”, “Una zebra a pois”.

I bambini si addormentano ascoltando Dorelli che canta “Carissimo Pinocchio” mentre i più grandicelli dedicano alle morose il brano di Celentano “Impazzivo per te” e gli adulti frequentano ancora i nightclub che piacciono a Fred Buscaglione, morto a inizio anno in un incidente a bordo della sua auto rosa ma ancora al successo con “Eri piccola così”, lanciata un anno prima.

Intanto Gino Paoli, che non aveva potuto firmare “Il cielo in una stanza” perché non iscritto alla SIAE, conquista il pubblico con “La gatta”.

Ma è solo l’inizio dei favolosi anni 60, la “congiuntura” è ancora lontana, la guerra è dimenticata, il futuro dei ragazzi appare più roseo che mai.


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