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Inquietante la hit parade del 1972. Il disco più venduto è Il Padrino, nella versione di Santo & Johnny. Ma la versione italiana, Parla più piano, scala la classifica con le interpretazioni di Dorelli, Vanoni, Morandi.

La mafia tira sempre, in Italia. Per fortuna c’è anche altro, a cominciare dall’ormai immancabile Lucio Battisti che sforna capolavori a raffica: I giardini di marzo, La canzone del sole, Elena no, Il mio canto libero, Innocenti evasioni, Comunque bella, La luce dell’Est e altre ancora.

Ma è anche l’anno della consacrazione definitiva di Claudio Baglioni, partendo dalla versione censurata di Questo piccolo grande amore per passare a Porta Portese, Fratello Sole sorella luna, Cartolina rosa.

Molto meno commerciale, ma destinato a durare nel tempo, Francesco Guccini propone La locomotiva, Piccola città, Il vecchio e il bambino. D’altronde l’impegno – non solo politico ma anche sociale, musicale, culturale – abbonda nel 72.

Basti pensare proprio al Canto libero battistiano ma anche al Vado a lavorare e Principessa di Morandi, a Era bello il mio ragazzo di Anna Identici che portava a Sanremo il dramma delle morti sul lavoro.

Un festival strano, dominato dal nazionalpopolare che impone I giorni dell’arcobaleno di Nicola di Bari (comunque un testo scandaloso per l’epoca, con sesso infantile) davanti a Peppino Gagliardi (Come le viole).

Ma ci sono anche Nada con Il re di denari, la ricerca musicale dei Delirium con Jesahel (poi utilizzato negli stadi, con parole diverse, dalle curve anti juventine), l’amore di Donatello (Ti voglio), l’allegria dei Nuovi Angeli (Un viaggio in Inghilterra).

Emergono anche le tendenze ambientaliste nostalgiche, Montagne Verdi (Marcella), Un calcio alla città (Modugno), Un diadema di ciliegie (Ricchi e Poveri).

Lucio Dalla conquista non Sanremo ma il pubblico italiano con Piazza Grande mentre Gigliola Cinquetti si infila nel filone folk e neo folk con Gira l’amore.

Un filone, quello dell’attenzione al territorio, che vede anche Antonello Venditti con Roma Capoccia ed i Vianella con Semo gente de borgata (terza al Disco per l’estate). Oltre alla stessa Cinquetti con E qui comando io.

Mentre l’ambiente resta un tema privilegiato di Celentano (Un albero di 30 piani).

A St.Vincent, con il Disco per l’estate, prevale l’amore. Vince Gianni Nazzaro con Quanto è bella lei, davanti a Orietta Berti con la dimenticabile Stasera ti dico di no. Il Casino valdostano premia anche la meteora Tony Astarita (Non mi aspettare questa sera) che precede Vanoni (Che barba amore mio), i Delirium (Haum), Reitano (Stasera non si ride e non si balla).

Mentre Dik Dik, Nomadi ed anche Nada celebrano la poesia del vagabondaggio, forse alla Kerouac. I primi con Viaggio di un poeta, i secondi con Io vagabondo, Nada con Una Chitarra ed una armonica.

La musica italiana, però, cresce anche al di fuori dei festival. La Premiata Forneria Marconi, non ancora Pfm, presenta Impressioni di settembre, Le Orme rispondono con Gioco di bimba e Figure di cartone.

Livello elevato anche per De Gregori (Ciao uomo) e Patty Pravo con la raffinata Col tempo, per Aznavour (Quel che non si fa più) e Mia Martini (Piccolo Uomo, Donna sola e Neve bianca).

I Pooh, dopo i trionfi dell’anno precedente, restano sulla cresta dell’onda con Noi due nel mondo e nell’anima, Nascerò con te e Quando una lei va via, Mina va in testa alle classifiche con Grande grande grande e con Parole parole, insieme ad Alberto Lupo.

I Nomadi si domandano quanti anni hanno ed i Nuovi Angeli partono per Singapore.

È un buon anno per Pappalardo (È ancora giorno e Segui lui), Lauzi battistiano presenta l’Aquila ma, ovviamente, non manca mai l’amore.

Il mio nuovo amore della meteora Marisa Sacchetto, Ti ruberei di Ranieri, Voglio stare con te della coppia Wess e Dori Ghezzi.

Vanoni ha ancora il tempo di impazzire e poi ribadisce che lei è una donna mentre Cocciante, tra titoli che denotano fantasia, risponde con Uomo.

Peppino di Capri invita ad amare di meno, la giovane Alice annuncia che il suo cuore se ne va ma per fortuna ci sono i Romans che se ne fregano perché hanno Voglia di mare e Loretta Goggi, nell’immancabile sigla tv, ordina di andare via con lei, Taratapunzi-e.

Sul fronte straniero in Italia una menzione spetta alla Strana società che interpreta Pop corn e vende più delle versioni originali.

Ma anche Whithout you, nella versione di Nilsson (due anni dopo quella originale), va meglio ma non surclassa Per chi dei Gens.

Vendono bene Gilbert O’Sullivan (Alone again) ed i Bee Gees (Run to me e My world), Elton John (Rocket man) e Kathy & Gulliver (How do you do), oltre a Song sung blue di Neil Diamond che avrà le immancabili versioni italiane.

Il 72 si chiude con una non trascendentale Canzonissima. La rivalità tra Ranieri e Morandi vede il successo del primo (Erba di casa mia) davanti a Morandi con Il mondo cambierà.

In classifica Mi ha stregato il viso tuo (Zanicchi), Un sorriso e poi perdonami (Marcella) e Paese di un Nicola di Bari che prosegue il filone della nostalgia di casa.


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