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Ma che freddo fa nel primo giorno di febbraio al Festival di Sanremo? Nada ed i Rokes non vincono con il brano meteo ma il titolo diventerà un tormentone per anni e anni.

A trionfare al Casinò sono Bobby Solo ed Iva Zanicchi, con Zingara, anche se l’aquila di Ligonchio quell’anno venderà molti meno dischi rispetto al collega.

È un festival strano, con Endrigo e Mary Hopkin al secondo posto con Lontano dagli occhi, precedendo la coppia Rosso-Nera (non in senso calcistico) Milva-Don Backy con Un sorriso.

Siamo molto lontani dalle edizioni democristiane, ed allora c’è posto tra i primi per un’altra strana coppia, Leali Del Monaco (Un’ora fa) e per una più logica, Cinquetti-Gall (La pioggia).

È pur sempre il festival della canzone italiana e qualche indicazione la fornisce. Come l’esclusione di Villa e Reitano con la strappalacrime Meglio una sera piangere da solo, mentre in finale arrivano Mal (Tu sei bella come sei), Caselli e Dorelli (Il gioco dell’amore),

Lucio Battisti con Wilson Pickett (Un’avventura), Little Tony (Bada bambina), Antoine e Del Turco (Cos’hai messo nel caffè).

In realtà il Festival incide sulla vendita dei dischi ma non è più determinante.

Così il leader di Hit parade è il greco francese Georges Moustaki con Lo straniero. Sarà una breve carriera, la sua in Italia, ma di rilievo.

E se Celentano è sempre ai vertici con Storia d’amore, davanti a Mina con Non credere, sono altri i motivi più suonati e cantati, da Lisa dagli occhi blu di Mario Tessuto (secondo al Disco per l’Estate dietro all’ormai dimenticata Pensando a te di Al Bano) a Pensiero d’amore di Mal che entra in classifica anche con Tu sei bella come sei e Occhi neri occhi neri.

Ai primi posti anche l’ormai affermato Massimo Ranieri (Rose rosse) e Gianni Morandi con Belinda.

Ma il 69 consacra anche Lucio Battisti non solo come autore ma anche come interprete. Mi ritorni in mente, Acqua azzurra acqua chiara, 29 settembre, Un’avventura, 7 e 40, Uno in più, Dieci ragazze, Nel cuore nell’anima: è l’inizio entusiasmante di una infinita Battistomania.

E se Lucio si dedica alle acque azzurre, in attesa del mare nero, l’intero anno assomiglia ad un’alluvione. La pioggia di Cinquetti e Gall lascia spazio a Scende la pioggia di Morandi e all’Acqua di mare di Romina Power.

È la stagione delle coppie, reali, passate, future. Così in classifica ci sono Romina ed Al Bano (Mattino), Sylvie Vartan (Irresistibilmente e Buonasera buonasera) e Johnny Hallyday (Quanto t’amo), Giorgio Albertazzi ed Anna Proclemer che lanciano la versione italiana di Je t’aime moi non plus portata al successo, nonostante la censura Rai, dalla coppia Jane Birkin e Serge Gainsbourg. Mentre Dori Ghezzi, con Casatchock, attende ancora De Andrè.

Ormai gli italiani ascoltano musica internazionale e scalano le classifiche anche i Beatles con Come together e con Obladi Oblada interpretata in italiano dai Ribelli.

In compenso gli Aphrodite’s Child cantano brani italiani, da Lontano dagli occhi a Quando l’amore diventa poesia. I Vanilla Fudge preferiscono l’inglese per Some velvet morning ma Patrick Samson (Soli si muore), Charles Aznavour (Oramai), Dalida (Oh lady Mary) scelgono l’italiano.

E Claude François ha successo interpretando in francese Comme d’habitude che è poi la versione originale di My way.

Ovviamente non mancano i successi di quelli che sono ormai ormai i grandi nomi della musica nazionale. Ornella Vanoni sforna Una ragione di più e Mi sono innamorata di te (Tenco), Mina propone Non credere e Il poeta (Lauzi), Patty Pravo conquista Il Paradiso (Mogol Battisti) che si può trovare Nel giardino dell’amore, Paoli si chiede Come si fa e rilancia il successo francese di Albergo ad ore. Lo riprenderà anche Herbert Pagani, protagonista di una breve stagione che, nel 69, lo porta alla ribalta con Ahi le Hawai e con L’amicizia.

Un tema caro anche a Gipo Farassino che mette da parte il piemontese e canta in italiano Avere un amico. Nada, forte del buon risultato sanremese, racconta il suo Cuore stanco, forse perché non ha ancora capito Che male fa la gelosia.

La Caselli gioca al Gioco dell’amore con Emmanuel e Maurizio scopre con Elizabeth che L’amore è blu ma ci sei tu, forse La donna di picche di Little Tony.

Gaber è alle prese con una bella città (ironico) dove bere Barbera e champagne, mentre Don Backy pronuncia frasi d’amore nella Domenica d’agosto di Bobby Solo.

Si affacciano anche nuove stelle che brilleranno più o meno a lungo. Nino Ferrer passa da Agata a Donna Rosa, Rosanna Fratello spiega di non essere Maddalena.

E poi ci sono loro, i complessi. Sempre più amati. Tutta mia la città e Pomeriggio ore 6 (Equipe 84, con Vandelli che chiede Perdono bambina in una iniziativa da solista), Viso d’angelo e Mamma mia (Camaleonti), Il primo giorno di primavera (Dik Dik), Davanti agli occhi miei (News Trolls), Gli occhi verdi dell’amore (I Profeti), Mary Ann (Pooh), Ragazzina ragazzina (Nuovi Angeli), In fondo al viale (Gens), Concerto (Alunni del sole).

Ma se l’anno musicale era iniziato con il freddo, si conclude nel gelo, nonostante il successo della sigla di Canzonissima, Quelli belli come noi. La bomba di piazza Fontana fa sospendere una puntata della trasmissione. D’altronde i titoli dei brani non erano proprio adeguati: vince Gianni Morandi con Ma chi se ne importa e terzo è Massimo Ranieri con Se bruciasse la città che precede Domenico Modugno con Ma come hai fatto. Meglio soprassedere.


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