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Il potere della disinformazione. Tutti a stracciarsi le vesti per la triste sorte del festival jazz torinese e (quasi) tutti a nascondere che il più grande festival del Jazz in Piemonte era ed è quello di Moncalieri che ha archiviato una trionfale ventunesima edizione e sta già preparando quella per l’autunno del prossimo anno.

Bruno Viola, direttore ed anima del festival, spiega che anche nel 2019 si proseguirà sul tema dei diritti umani che ha caratterizzato l’edizione di quest’anno.

Cambierà, invece, l’omaggio che nel 2018 è stato dedicato a Nelson Mandela nel centenario della nascita. Per il prossimo anno Viola ha già deciso ma non vuole ancora renderlo pubblico, per prudenza e scaramanzia.

Il Moncalieri Jazz Festival 2018, dal 3 al 25 novembre, è stato caratterizzato da una serie di eventi tutti di grande successo a partire dalla “Notte Nera del jazz” nel centro di Moncalieri. Non la classica Notte bianca che imperversa ovunque tra ricchi premi e cotillon, ma una notte nera come il jazz, con duecento musicisti a suonare per le strade.

E poi grandi serate con i nomi del jazz nazionale ed internazionale, tra cui Antonio Sanchez e Terence Blanchard, e due concerti dedicati a Bob Dylan e John Contrane, fino all’ultima settimana di celebrazione dedicata al ricordo del premio Nobel, Mandela.

Per rilanciare l’impegno del jazz in favore dei diritti umani, la settimana di omaggio all’attivista sudafricano si è chiusa il 25 Novembre con il concerto/evento all’Auditorium “A. Toscanini” Rai di Torino che ha visto protagonisti, insieme all’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Fabrizio Bosso, Rosario Giuliani e l’attesissima cantante sudafricana Simphiwe Dana.

Un momento speciale che ha rappresentato la prima assoluta dell’opera “Madiba scritta e diretta da Stefano Fonzi, eseguita alla presenza di alcuni rappresentanti della “Nelson Mandela Foundation” di Johannesburg – South Africa, tra cui due nipoti di Mandela: Zondwa Mandela e Ndileka Mandela.

Non a caso il Moncalieri Jazz Festival 2018 è stato infatti l’unico evento musicale italiano inserito nel programma ufficiale delle celebrazioni del centenario. Seguendo l’anima anticipatrice e innovatrice che, da sempre, contraddistingue questo Festival, il ventunesimo anno dà dunque il via a un nuovo decennio. Un punto di ripartenza teso a stimolare, consolidare e sviluppare nella comunità la conoscenza culturale e musicale in favore dell’impegno della musica jazz verso i grandi temi globali contemporanei che oggi interessano l’umanità, come il tema della salvaguardia dei Diritti Umani.

Ma è anche, logicamente, una manifestazione legata al territorio, a partire dal Castello, patrimonio Unesco, che grazie ai carabinieri ha accolto pubblico e musicisti quando il tempo non è stato clemente. Un rapporto con il territorio che si amplia sempre di più, coinvolgendo le scuole dalla materna all’Università con corsi di musica che vengono estesi anche a disabili e tossicodipendenti.

Viola ricorda l’esempio di un ragazzino che praticamente non parlava e che dopo quattro lezioni già cantava.

Un successo che è merito del direttore ma che non sarebbe possibile senza la passione dei musicisti ed il sostegno del Comune, degli enti pubblici, delle fondazioni bancarie, degli sponsored anche del pubblico che acquista i biglietti e non si limita a seguire gli eventi gratuiti.

Un mix vincente che ha permesso al Moncalieri Jazz Festival di diventare un punto di riferimento italiano ed internazionale.

Perché – assicura Viola – il jazz Made in Italy è sempre più apprezzato nel mondo.


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