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Nel prossimo mese di settembre tornerà in libreria la ristampa di “Le Stelle Danzanti” di Gabriele Marconi.

Sarà così possibile leggere, o rileggere, le avventure di Giulio, Marco, Dado e di molti altri prsonaggi che si sono ritrovati nel secondo romanzo, uscito nel 2013 (e ancora disponibile sulle piattaforme on line), “Fino alla Tua Bellezza”.

Ma la “Saga delle Stelle Danzanti” non finirà lì, in quanto l’autore sta lavorando da qualche tempo al terzo capitolo che sarà edito questa volta dall’editore Castelvecchi; una casa editrice importante per un autore altrettanto importante.
Che, per chi non lo conoscesse ancora, è, da anni, uno dei romanzieri – nonché giornalista, poeta e cantautore – tra i più importanti e interessanti del panorama non conforme italiano.

Di lui ha detto Giancarlo De Cataldo: “Ciò che più colpisce è la stretta contiguità che si coglie per trama, scrittura, caratterizzazione dei personaggi e coralità dello sviluppo, con i tratti tipici di quel meta-genere letterario […] definito New Italian Epic. Un racconto che affronta snodi cruciali della Storia […] all’insegna di una scrittura che mescola elementi realistici con invenzioni fantastiche, analizza pagine più o meno note del passato e del presente, spazia agilmente […] fra generi e sottogeneri, contaminazioni e disseminazioni”.

A quanto ci ha detto in esclusiva lo stesso Marconi, il titolo provvisorio del libro in lavorazione è “L’Amor che move il sole”. Tuttavia non si tratterà del terzo capitolo della saga, ma del quarto.

Come è possibile? Semplice!
Questo episodio conclusivo farà sì che “Io Non Scordo”, uscito nel 1999 e ripubblicato due anni dopo da Fazi, rappresenterà il terzo capitolo della vicenda, in un gioco di incastri che non ha precedenti nella storia del romanzo, almeno in Italia.

Il taglio narrativo, anche per questo nuovo lavoro, continuerà ad essere il medesimo: un mix tra avventura, sentimenti, amicizia, coraggio; un modo accattivante che consente all’autore di far filtrare attraverso il plot narrativo le riflessioni di un’intera vita trascorsa a ribadire idee e valori tradizionali. Insomma, una via di mezzo tra Salgari e Cino e Franco, tra Dick Fulmine e Alexandre Dumas, ma sublimati da chi conosce e ama le opere di Brasillach e Drieu. E proprio come nei feuilleton del papà di Dartagnan, nei lavori di Marconi si possono incontrare personaggi di fantasia e altri realmente esistiti. Ed è lo stesso autore che dichiara di ispirarsi ai romanzi di avventure dell’autore francese.

Se “Le stelle danzanti” era “I tre moschettieri” – ci ha detto lo stesso Marconi – e “Fino alla tua bellezza” il “Vent’anni dopo”, il prossimo è il mio “Visconte di Bragelonne”, perché è soprattutto la storia del figlio di Giulio”.

E se il primo era ambientato a Fiume ai tempi dell’impresa dannunziana e il secondo tra la Spagna della Guerra Civile e l’Africa coloniale, il terzo – o quarto, che dir si voglia – si svolgerà ai tempi della Repubblica Sociale e alcune vicende saranno ispirate alla vita del padre dell’autore che militò nella Folgore.

Ora non resta che attendere, nella speranza che “Io non scordo” possa essere presto ripubblicato allo scopo di dare a noi lettori la possibilità di godere della quadrilogia completa.


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