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Qualche cosa sul nuovo libro di Antonio Scurati “M, Il Figlio del Secolo” (Bompiani, 24€) bisognerà pur dirla.

Il romanzo, che racconta la storia dell’Italia dal 1919 al 1924 e dell’ascesa al potere di Mussolini (la M del titolo), appena qualche giorno dopo la sua uscita nelle librerie è schizzato in testa a tutte le classifiche di vendita, doppiando il secondo relativamente al numero di copie vendute.

È vero che l’opera di Scurati è stata promossa in modo imponente: intere pagine pubblicitarie sui principali quotidiani e periodici, estratti sulle pagine letterarie, presentazioni presso le più note associazioni letterarie, a partire dal Circolo dei Lettori di Torino. Ma ciò non giustifica che un libro di oltre ottocento pagine sia stato acquistato in poco più di una settimana da decine di migliaia di lettori.

Su La Stampa di sabato 29 settembre, il solito Bruno Ventavoli si è affrettato a chiosare che il successo di “M” sia legato a un inspiegabile interesse degli Italiani nei confronti dei romanzi storici. Il che dovrebbe esorcizzare il timore che l’interesse nei confronti di una biografia del Duce, sia pure romanzata, possa nascondere una vaga nostalgia nei confronti di quei tempi.

Tempi in cui le passioni politiche esplodevano nelle piazze, ma soprattutto in cui una classe politica imbelle veniva spazzata via dal vitalismo di forze nuove e da personaggi che sapevano interpretare lo spirito del tempo.

Ma il romanzo? Com’è?

La mia libraia di fiducia l’ha definito “lungo ma scorrevole”. Spero si riferisse al libro… Ma entrando nel merito si può concordare con i lanci pubblicitari i quali dichiaravano che nulla, nel testo, è inventato, pur trattandosi di un’opera di fiction. Che poi possa essere, come dicevano i promoter della Bompiani, l’inizio di un nuovo antifascismo, è tutto da dimostrare.

Certo è, come si diceva proprio su queste colonne qualche mese fa, che se vuoi che il tuo libro, almeno in Italia, si venda a vagonate, scrivi un libro su Mussolini.
Si può essere certi che chiunque entri in una libreria e si diriga con sicurezza verso l’imponente volume con la M maiuscola sulla copertina, non lo faccia con l’intenzione di consolidare il proprio spirito antifascista. Anzi: probabilmente è il contrario…


Le opinioni dei lettori

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