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Flashback quest’anno, come da sei anni, è stata qualcosa di più di una semplice fiera d’arte antica e moderna, fino ai confini del contemporaneo.

Si è imposta, piuttosto, come una vetrina che Torino offre agli amanti dell’arte, capace di affiancare, in una stessa rassegna, opere di Canaletto, del nipote Bellotto e dipinti di Mattia Preti a quadri di Hans Hartung ed opere piuttosto originali di Lucio Fontana.

Dal primo al 4 novembre Flashback è stata quest’anno ospitata per il secondo anno consecutivo al Pala Alpitour, ex Palaisozaki, con vista sul Grande Torino.

Quest’anno il tema, “le rive di un altro mare“, che hanno ispirato le grandi tele dell’artista, è stato mutuato da un libro di fantascienza scritto da Chad Oliver, che si concentra sui rapporti tra realtà diverse ed in continua definizione.

La pietra di Finale, che brilla di frammenti fossili, è stata protagonista di una meravigliosa e monumentale Maternità, scolpita da Arturo Martini nel 1931, presente presso la Galleria Dello Scudo; presso la galleria Mazzoleni si sono concentrate tele di grande valore come quelle di Afro, di Emilio della Vedova, Enrico Castellani, Lucio Fontana, Felice Casorati, tra cui il ritratto di “Bambina con bambola“, e gli approdi mitologici di Alberto Savinio, con i suoi celebri argonauti, nella tela dal titolo “Le rive di un altro mare” del 1930.

Le opere di Savinio spesso figurano nella rassegna affiancate a quelle del più celebre fratello artista Giorgio De Chirico.

Alla Galleria Torbandena figuravano opere piuttosto interessanti di due artisti dell’Est, Zoran Music ed Arturo Nathan.

Il primo è stato un pittore ed incisore sloveno, esponente della nuova Scuola di Parigi, deportato nel 1944 nel campo di concentramento di Dachau, dove riuscì a ritrarre segretamente la vita del campo in condizioni estremamente difficili e pericolose.

Arturo Nathan, invece, è stato un pittore triestino di origine ebraica, formatosi nel clima romano degli anni Venti, con continui contatti con Savinio e De Chirico, la cui arte è stata pervasa dalla metafisica.

Nelle gallerie Caretto ed Occhinegro grande spazio ha ricevuto l’epopea nordica, mentre la dinastia Han è stata protagonista indiscussa delle Collezioni della galleria Schreiber.

Sempre di Casorati era possibile ammirare una tela molto espressiva raffigurante le “Due sorelle“, esposta presso la galleria Russo.

Sicuramente piuttosto inedita la “Battaglia” di Lucio Fontana, che è un’opera figurativa degli anni Cinquanta. Fontana ha realizzato alcune sculture, tra il 1947 ed il ’50, che rappresentano guerrieri e battaglie.

Alcune di esse rappresentano un ritorno alla ceramica, dopo un breve periodo di interruzione e la intensa collaborazione con Tullio Mazzotti nel laboratorio di Albisola.

In quel periodo alcuni lavori di Fontana furono esposti nella celebre mostra organizzata a New York, al Moma, dal titolo “Twentieth-Century Italian Art“, dal giugno al settembre del 1949, e nella personale allestita l’anno successivo nell’ambito della XXV edizione della Biennale di Venezia.

All’interno di Flashback non poteva mancare certo il nome di Pistoletto, presente con un’opera specchiante dedicata al poeta maudit francese Arthur Rimbaud, grande rinnovatore del linguaggio poetico insieme a Charles Baudelaire.

Gli amanti dell’opera di Hans Hartung hanno potuto anche ammirare alcune sue tele, tra cui quella dal titolo “L T1962 R34” del 1962.

Gli anni Sessanta, inaugiratisi per Hartung con l’assegnazione del Gran Premio di pittura alla trentesima Biennale di Venezia, hanno costituito una stagione particolmente creativa per l’artista, in cui egli ha impiegato tecniche artistiche innovative, capaci di coniugare lirismo ed immaginazione pittorica.

In primis il grattage, che consiste nel “grattare” con vari strumenti la pittura ancora fresca sulla tela dipinta con solite soffiato. Egli si è avvalso per questa tecnica di strumenti nuovi come compressori, aerografi e spruzzi.

Flashback, curata dalle direttrici Stefania Poddighe e Ginevra Pucci, ha ancora una volta dimostrato di avere una dimensione atemporale.

Gli espositori sono stati accuratamente selezionati sulla base della loro ricerca e del progetto che hanno presentato, nella coerenza di una sperimentazione capace di coniugare un modulo espressivo con uno temporale.


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