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Si intitola “Il racconto della pittura. L’arte a San Pietroburgo dalle Avanguardie agli anni Quaranta” la mostra ospitata a Villa Bertelli, a Forte dei Marmi, e nata dalla collaborazione tra la Città di San Pietroburgo, la nota località versiliese e la Fondazione Villa Bertelli.

L’esposizione permette di approfondire la conoscenza degli artisti dell’ex capitale russa, attraverso i capolavori provenienti dalla Collezione del Museo d’Arte di San Pietroburgo del XX e XXI secolo.

Si tratta di maestri quali Alexei Pochtenny, Alexander Rusakov, David Zagoskin, Lev Volshtejn e Lidia Timoshenko, che appartenevano all’unione nota come Circolo degli artisti, la cui attività fu apprezzata a livello internazionale e considerata uno dei fenomeni più significativi dell’epoca.

Dipinti ad olio, acquerelli e disegni costituiscono la produzione artistica di questa città magica durante la prima metà del Novecento, attraverso diversi temi, stili e generazioni artistiche.

Nell’arte sovietica, per esempio, era presente una particolare mitizzazione del lavoro e dei lavoratori, tanto che gli artisti si rivolsero a questo tema facendone una primaria materia di ricerca creativa.

Attraverso la loro opera e le tematiche trattate dovevano dimostrare allo spettatore che anche loro erano partecipi attivi delle trasformazioni rivoluzionarie e sostenitori del nuovo che stava avanzando. Victor Proshkin, Alexander Shenderov e Alexel Pochtenny sono alcuni dei pittori con opere in esposizione.

In mostra è possibile ammirare anche alcuni capolavori dell’artista Viaceslav Pakulin, che fu colto dall’obbiettivo fotografico con il suo cavalletto sulla Prospettiva Nevskij innevata, entrata a far parte dei documentari epici di “Leningrado in lotta“.

All’inizio della seconda guerra mondiale l’artista, quarantenne, trascorse tutto il periodo dell’assedio a Leningrado tra il ’41 ed il ’44, cercando di trasmettere nei suoi paesaggi le ferite dello spirito e l’atmosfera della città assediata, ma non vinta. La poetica dell’immagine di Leningrado ha assunto aspetti diversi a seconda dei periodi storici; nei paesaggi, durante il periodo dell’assedio, predomina un atteggiamento di controllata riservatezza, corrispondente perfettamente alle sofferenze dei cittadini di una città assediata, ma capace di resistere spiritualmente.

Pakulin, per esempio, osservò l’aspetto mutevole della città assediata, ricercando l’istante in cui la sua maestosa bellezza si manifestava in modo autentico, scintillante di brina, accecante per il biancore della neve non rimossa.

Furono molti gli artisti, purtroppo, che in quel periodo morirono a causa di fame e stenti.

Il fondo grafico della Collezione del Museo di Leningrado comprende anche opere di grande innovazione artistica, come quelle della scultrice Pelagheja Shuriga, autrice di acquerelli, disegni e litografie.

Le sue opere, debitrici del futurismo, lo hanno adattato allo spirito russo, attingendo ai tratti tipici della pittura delle stampe popolari russe (lubok), con una brillantezza notevole di colori ed una straordinaria espressività di immagine. Le sue figure femminili statiche, allungate verso l’alto, noti come i “Grandi nudi“, sono archetipi della Venere primordiale.

Villa Bertelli, via Mazzini 200, Forte dei Marmi. Lucca

La mostra, che rimarrà aperta fino al 30 settembre, osserva il seguente orario: fino al 31 agosto tutti i giorni orario 17-23, dal 1 al 30 settembre lun- ven 10-13; 16-19. Sab e dom. 16-19


Le opinioni dei lettori
  1. Massimo   On   26 agosto 2018 at 18:46

    Complimenti! Conoscendo l’autore dell’articolo devo riconfermare che è sempre un bel leggere per fluidità e per la trattazione degli argomenti. Brava dr.ssa Martellotta! Continui così!

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