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In occasione della mostra ORIENTI, 7000 anni di arte asiatica dal Museo delle Civiltà di Roma, al Mao Museo di Arte Orientale di Torino, Paola Piacentini, curatore del settore Vicino e Medio Oriente antico del Museo delle Civiltà, farà conoscere al pubblico l’Arte imperiale iranica. L’incontro si svolgerà il 28 giugno alle 18.

L’arte imperiale iranica sviluppatasi dal VI secolo a.C. al VII secolo d.C., con Achemenidi, Parti e Sasanidi, sarà illustrata dall’arte rupestre, da suppellettili in metallo, ceramiche e sculture.

I documenti intendono far conoscere, seppure in tempi e in modi diversi, aspetti peculiari di continuità, innovazione e irradiazione che connotano l’arte imperiale iranica.

L’eredità stilistica e formale del mondo delle culture eurasiatiche si associa a quella dell’Occidente mesopotamico, ellenistico, romano e bizantino dando vita a manifestazioni di assoluta originalità.

Gli Achemenidi, discendenti di Achemene, fondarono il primo grande impero, esteso dal VI al IV secolo a.C. dall’Asia Minore all’Egitto all’Indo, poi conquistato nel 331 a.C. da Alessandro Magno. L’arte del periodo testimonia la creazione del nuovo linguaggio artistico a carattere composito che, tra continuità e innovazione, diviene espressione propagandistica della nuova realtà politica a carattere multietnico e sovranazionale.

La costituzione dell’impero Seleucide, erede di Alessandro, portò ad una più profonda diffusione della cultura e dell’arte greca nonché dell’estetica naturalistica. I fenomeni avviati in questo periodo continuarono con i artefici dell’impero esteso dalla seconda metà del III secolo a.C. al primo quarto del III secolo d.C. dalla Mesopotamia alle frontiere dell’India. Le complesse vicende dell’arte partica, ugualmente sviluppate tra continuità e innovazione, sono determinate dall’interazione delle molteplici eredità culturali, centroasiatica, nomadica, iranica, mesopotamica e semitica con la cultura ellenistica, mentre l’impero è attraversato dalla “Via della Seta” che sviluppa anche sul piano culturale i rapporti tra il Mediterraneo romano, l’Oceano Indiano e la Cina.

Nel III secolo d.C. la dinastia dei Sasanidi, dal capostipite Sasan, originaria della Perside (Iran meridionale) fonda l’ultimo grande impero dell’Iran antico, esteso dalla Mesopotamia all’India, ancora potente antagonista dell’impero romano prima e bizantino poi, crollato nel VII sec. d.C. sotto l’urto dell’Islam arabo. Il lusso e lo sfarzo della corte, celebrati dalle fonti, si riflettono nei rilievi rupestri, a soggetto storico e venatorio, e nelle arti suntuarie.

Le argenterie, in particolare, sia nella produzione più antica, della cui decorazione è protagonista la figura del “Re dei Re dell’Iran e del non Iran”, sia in quella più tarda a carattere simbolico.

Erede delle più antiche tradizioni orientali e occidentali, grazie anche alla dimensione internazionale raggiunta già nel mondo antico, formule e iconografie dell’arte sasanide contribuiranno significativamente non solo alla formazione dell’arte tardoantica e medievale dell’Europa come dell’Asia ma anche alla creazione del moderno gusto occidentale.


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