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Nel libro “La sovranità necessaria. Riflessioni sulla crisi dello Stato moderno”, edito da I libri del Borghese, l’autore Roberto de Mattei si occupa di spiegare e precisare come la “Sovranità” e lo “Stato” non siano una creazione della modernità, ma siano sempre esistiti, analizzando criticamente il concetto, per poi preoccuparsi di spiegare come oggi, essa si stia dissolvendo.

De Mattei afferma infatti che “questo studio vuole dimostrare, sulla base della storia e della filosofia politica, che la sovranità e lo Stato non sono fenomeni storici e convenzionali, ma dati permanenti e necessari della società umana”, si ripropone quindi di riscoprire il fondamento tradizionale della sovranità e dello Stato e come spiegava nella prima edizione “la riconquista concettuale della sovranità e la sua difesa dagli attacchi concentrici ai quali è sottoposta, è un imperativo della nostra epoca […] contro il caos anarchico che minaccia di inghiottirci”.

La situazione del secondo dopoguerra viene considerata come il momento in cui si è posto il problema della sovranità, affiancato alla questione dei diritti dell’uomo di fronte a quelli che erano stati i regimi totalitari.
Nel saggio non mancano riferimenti alla giustizia esercitata dai vincitori, sostenendo come l’evento del processo di Norimberga abbia sancito un principio, che precedentemente non era mai stato considerato: anche i politici e i poteri pubblici si devono sottomettere a leggi morali.

La storia delle Nazioni Unite comincia proprio dopo gli ultimi eventi bellici mondiali e l’autore mette l’accento su quelli che sono i fallimenti dell’ONU. Egli crede che la debolezza di queste fosse dovuta dai contrasti ideologici e politici delle due potenze: Stati Uniti e Unione Sovietica, quando durante “la guerra fredda” gli animi non erano di certo tranquilli. È così che de Mattei spiega dal canto suo come il ruolo degli stati nazionali sia stato soppiantato da un complesso di istituzioni sopra-nazionali, sia politiche come appunto l’Organizzazione delle Nazioni Unite, che economiche come la Banca Centrale Europea o la Corte Internazionale di Giustizia.

L’autore cita anche personalità come Ignacio Ramonet, direttore di Le Monde Diplomatique, il quale inserisce in questo contesto di perdita globale anche la perdita della sovranità individuale, poiché gli individui non si vedono riconoscere i propri attributi e le prerogative che finora hanno avuto, difronte al caotico panorama contemporaneo. Se così fosse rimarrebbe ancora una sovranità dell’individuo assoluto, visto che ciò che deve scomparire è l’idea di sovranità stessa, in qualunque soggetto essa si incarni.

L’itinerario tracciato riprende il testo “Rivoluzione e Contro-Rivoluzione” in cui vengono denunciate le tre fasi storiche succedutesi negli ultimi secoli, a partire dalla Rivoluzione protestante, passando per quella francese, fino a quella comunista. Un percorso storico che culmina anche secondo de Oliveira, autore del libro citato, nella dissoluzione della forma politica della società, cioè lo Stato, ma che comincia con la figura Dio: primo principio che da nulla dipende, ha la pienezza della sovranità perché detiene non solo la suprema autorità, ma l’assoluto potere. “Dio, che sorregge tutte le cose con la parola della sua potenza” (Ebr. 1,3) è il fondamento e la causa di ogni sovranità.

È dalla caduta del Muro di Berlino che si può infatti parlare della fine dello stato-nazione, il cui potere sovrano, suo elemento caratterizzante comincia a venire meno, lasciando spazio ad una società mondiale “policentrica”.

Con il processo di integrazione europea, attivato con i Trattati di Maastricht (1992), Amsterdam (1999) e Nizza (2000), la perdita di sovranità degli stati nazionali si è fatta ancora più evidente, secondo l’autore. L’Unione europea è infatti considerata come una chiara decisione di dissolvere la sovranità degli Stati e de Mattei, scagliandosi contro la cittadinanza europea, definita come una vera e propria finzione, giuridica e politica, che non crea nessun “popolo” coeso, essendo l’Europa il continente con le nazioni quanto più diverse fra loro. Le posizioni nei confronti dell’Europa non sono velate, anzi, l’autore si esprime con chiarezza su come si sia stato creato un non-stato policentrico e caotico.

La sovranità può trovare il suo fondamento esclusivamente nel diritto e nella morale che, a loro volta, hanno una base metafisica necessaria.


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