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Un attacco alle “anestetizzanti regole del gioco”, feticcio metodologico di una società mediocre, non può che esser condotto con ferocia e disincanto.

Alain Deneault, docente di scienze politiche all’Università di Montreal, non lesina invettive nel suo libro ‘La Mediocrazia’ (Neri Pozza, 2017) e ci avverte: “i mediocri hanno preso il potere”.

Chi sono i mediocri?

Sono coloro che “stanno al gioco”, ovvero si prostrano acriticamente alle richieste di autorità liberali nelle dichiarazioni, ma nei fatti dominatrici e totalitarie.

Le regole da seguire sono non scritte, sono di compromesso, carenti di lungimiranza, di piccolo spessore. Sono il criterio di concatenazione di una logica e soffocante successione di azioni inevitabili.

Il mediocre rassicura ed è a sua volta rassicurato da questa carezzevole affidabilità del sistema. Il quadro in cui ci si muove è infatti determinato dal riferimento ad una media. Lo scarto non può mai essere tale da portare al di fuori degli schemi o in una situazione pericolosa.

Il livellamento risulta pertanto innalzato a criterio della bontà di ogni azione lasciando poco spazio all’estro e all’originalità. Ne discende che i “professionisti”, da cui ingenuamente ci si aspetta un pensiero diverso, siano i primi ad aver stipulato un “tacito contratto, da una parte tra i vari produttori di saperi e teorie, e dall’altra tra i detentori di capitale”.

L’accusa di Deneault è indirizzata a tutti quegli attori e sistemi che inficiano la capacità di pensare indipendentemente da una logica di “governance”, intesa come gestione di interessi privati per il tramite della politica. In una parola, i colpevoli sono gli influencer del sistema consumistico liberale.

Tutto è ridotto ad un’operazione di marketing per ingraziarsi i detentori di capitale, dalla ricostruzione di Haiti alla ricerca universitaria. Con il risultato che la qualità della vita e del pensiero che la alimenta scadono vertiginosamente in un pietoso atteggiamento di sottomissione e fedeltà al padrone.

Deneault riesce a muovere pesanti critiche al liberalismo (economico e politico) senza per questo prestare il fianco all’accusa di comunismo. Realmente fuori dalle righe, il suo è un tentativo di proporre una terza via all’alternativa fra liberalismo e statalismo, partendo dalla denuncia delle storture del primo ma senza pendere necessariamente per il secondo.

Il liberalismo si presenta come il garante di un progresso sociale neutrale rispetto ad ogni domanda di tipo essenzialista. L’autore ci fa ben vedere che in realtà l’essenza che non è mai stata rigettata dalla “superclasse” oligarchica che ci governa è la ricerca del profitto.

La soluzione sarebbe quella di puntare sulla grandezza della personalità umana e non sull’ammontare di un’anonima somma di beneducati individui o su una classe di animal spirits imprenditoriali.

La proposta è far saltare democraticamente il banco: “adesso sta a noi alterare le fondamenta del regime stabilito”, cambiare le regole, scuotere il sistema.

titolo: La Mediocrazia
categoria: Saggi
autore/i: Alain Deneault
editore: Neri Pozza
pagine: 224
prezzo: € 18.00


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