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Si concentra sulle opere del ciclo intitolato “Perì Physeos” la mostra personale dell’artista torinese Roberto Demarchi, che è stata inaugurata giovedì 5 luglio scorso, nei suoi spazi espositivi in corso Rosselli 11.

Il titolo dell’esposizione è piuttosto emblematico, “Geometria dell’estasi” e si richiama all’efficace definizione che diede dell’opera dell’artista-architetto il poeta Roberto Rossi Precerutti nel dicembre 2003, sulla rivista “Poesia”, recensendo la monografia dal titolo “Perì Physeos”, pubblicata per l’editore Crocetti, in cui venivano presentati ben 44 suoi dipinti.

Perì Physeos era il titolo scelto da Demarchi per una serie di opere, in cui si era voluto richiamare all’opera di Parmenide, un poema in versi nato agli albori della storia.

Rossi Precerutti parlava di una “sorta di geometria dell’estasi“, facendo riferimento all’energia sprigionata dalle opere di Demarchi, “imbrigliata in una griglia spaziale rigorosissima, di modo che l’innocenza della materia e la conflagrazione del colore diventino disciplina e ragione“.

Il percorso artistico che, negli anni Duemila, Demarchi ha compiuto realizzando le opere del Perì Physeos è stato contraddistinto da un linguaggio pittorico binario ridotto in modo rigoroso all’uso di quadrati e rettangoli, capace di riflettere sul pensiero dei filosofi presocratrici e su quello aurorale filosofico occidentale.

Da quel momento in poi la ricerca pittorica dell’artista si sarebbe rivolta all’approfondimento del pensiero dei Presocratrici, delle opere di Eschilo e delle tematiche sacre tratte da Antico e Nuovo Testamento.

I dipinti di Demarchi – ha spiegato il critico Luca Beatrice – accolgono la semplicità formale dell’astratto per lasciare spazio ad una più complessa articolazione concettuale. Sono interpretazioni di un mondo antico e mitologico, capaci di mettere in scena l’idealizzazione astratta dell’icona”. Antonio Paolucci, già Direttore dei Musei Vaticani, ha spiegato che, nel caso della pittura di Demarchi, la linea della classicità dovrebbe essere definita “la linea della ricerca e poi della intuizione e della rappresentazione dell’ordine insieme razionale e poetico che governa il mondo visibile. Di questa tendenza riflessiva e speculativa, fondata sulla felicità del ritmo e delle proporzione, partecipa l’artista“.

“Geometria dell’estasi”, corso Rosselli 11.

Tel 3480928218

Mail rb.demarchi@gmail.com


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