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La Bounty a Pitcairn” di Sébastien Laurier, “Le acque del Nord” di Ian Mc Guire, “Magellano” di Gianluca Barbera per la sezione Narrativa; “Arcipelago Isole e miti” di Giorgio Ieranò, “Destino Mediterraneo” di Domenico Nunnari, “Storia del Mediterraneo in 20 oggetti” di Alessandro Vanoli e Amedeo Feniello per la sezione Saggistica; “Alterego Surfboards” di Alessandro Danese, “SeaBin” di Enea Roveda, “WBS (Waste Boat Service)” di Davide Melca per la sezione Innovazione Blu.

Sono questi i finalisti del Premio Costa Smeralda 2019, scelti dalla giuria, composta da Roberto Cotroneo, Simone Perotti, Alberto Luca Recchi e Francesca Santoro, dopo un’attenta valutazione delle 39 opere letterarie in gara. Quelli della sezione Innovazione Blu sono stati invece selezionati dal Comitato scientifico della Fondazione MEDSEA tra i 12 progetti partecipanti al bando finalizzati alla riduzione degli impatti negativi delle attività economiche nei mari e negli oceani.

L’appuntamento con il Premio Costa Smeralda, evento di apertura della stagione culturale italiana, è a Porto Cervo dal 26 al 29 aprile, giorni in cui ci saranno numerosi eventi e dibattiti.

NARRATIVA

Per quanto riguarda la sezione Narrativa, la giura ha scelto tre romanzi storici, con un omaggio all’opera che ricorda l’impresa di Magellano.

La Bounty a Pitcairn” di Sébastien Laurier (Nutrimenti). La storia parte il 15 gennaio 1790, quando, dopo aver navigato per i mari del Sud, Fletcher Christian e otto ammutinati del Bounty, accompagnati da uomini e donne di Tahiti, in fuga dalla Royal Navy, si installano su un’isola deserta: Pitcairn.

Le acque del Nord” di Ian Mc Guire (Einaudi). Siamo nel 1859, Patrick Sumner è un giovane medico che ha servito nell’esercito inglese durante l’assedio di Delhi. Ma nel suo passato militare c’è un evento oscuro che l’ha costretto alle dimissioni e il cui ricordo lo perseguita.

Magellano” di Gianluca Barbera (Castelvecchi). Anno 1519, da Siviglia salpano cinque caracche sotto il comando di Ferdinando Magellano. Il viaggio durerà tre anni… Ammutinamenti, tempeste, il gelo polare, malattie e scontri con feroci tribù, alla ricerca di un passaggio che attraverso il Sudamerica lo conduca in Oriente, verso la meta finale: le favolose Isole delle Spezie. Proprio quest’anno ricorre il 500° anniversario della prima circumnavigazione del globo.

SAGGISTICA

Nella sezione Saggistica, la giuria ha premiati i lavori sulle isole e sul Mar Mediterraneo, il mare della Costa Smeralda.

Arcipelago Isole e miti” di Giorgio Ieranò (Einaudi). I Maverick. Le isole greche sono terre del mito. Questo libro, un particolarissimo diario di viaggio nel tempo e nello spazio, racconta l’intreccio inestricabile di mito e realtà, storia e leggenda, che da sempre caratterizza l’Egeo.

Destino Mediterraneo” di Domenico Nunnari (Rubbettino). Il Mediterraneo è un enigma meraviglioso. Mare di viaggi avventurosi, teatro delle più grandi battaglie navali della storia e di conflitti religiosi insanabili, dimora comune di ebrei cristiani e musulmani, culla di Omero. Mare interno, lo chiamavano i Greci, e nostro i Romani.

Storia del Mediterraneo in 20 oggetti” di Alessandro Vanoli e Amedeo Feniello (Laterza). Dove arriva il Mediterraneo? Sarebbe limitante dire che si arresta alle sue coste. La sua influenza, i suoi caratteri, la sua anima, come i suoi sapori e i suoi odori, invece, spaziano. Si spingono oltre…

INNOVAZIONE BLU

Nella sezione Innovazione Blu, la Fondazione MEDSEA ha fatto queste scelte tra i 12 progetti in concorso.

Alterego Surfboards” di Alessandro Danese è la linea di tavole da surf di ItalianWaves realizzate con soli materiali rinnovabili (sughero, lino, legno, ecc.). Le tavole vengono disegnate su cad 3d e il “core” sagomato con una macchina a controllo numerico presso uno stabilimento di Alghero, dove si svolge tutta la produzione.

SeaBin” di Enea Roveda fa parte dell’iniziativa Lifegate Plasticless, un cestino di raccolta dei rifiuti che galleggiano in acqua di superficie in grado di catturare circa 1,5 kg di detriti al giorno, comprese le microplastiche da 5 a 2 mm di diametro e le microfibre da 0,3 mm, nonché i mozziconi di sigaretta. Entro fine 2019 verranno coinvolti più di 20 porti in Italia.

WBS (Waste Boat Service)” di Davide Melca è una startup basata sull’applicazione di nuove tecniche e tecnologie nell’ambito dei servizi marittimi e della gestione dei rifiuti in mare che si pone come scopo la raccolta, il trasporto e il recupero autorizzato di rifiuti non pericolosi detti garbage, sensibilizzando e responsabilizzando l’opinione pubblica su temi come il “Marine littering”.

I PROTAGONISTI

Organizzato dal Consorzio Costa Smeralda, il Premio omaggerà i vincitori delle singole categorie a Porto Cervo il prossimo 27 Aprile nel corso del lungo week end (26-29 aprile) di eventi, dibattiti, emozioni e confronti. La direzione artistica è affidata a Beatrice Luzzi.

Un premio in equilibrio tra scienze umanistiche e scienze applicate, capace di elevare il livello di attenzione e di considerazione intorno ad un bene inestimabile quale è il mare e intorno alla letteratura di mare, matrice delle nostra cultura, troppo a lungo ingiustamente trascurata e ora più che mai strumento utile a recuperare denominatori comuni della nostra civiltà”.

E infatti l’allestimento della Sala Smeralda, ove avverrà la premiazione, curato dall’artista Giorgia Concato, sarà ispirato non solo alle lettere degli antichi alfabeti del Mediterraneo (fino ai segni del glossario informatico) e all’incontro, e proficuo confronto, tra scienze umane ed applicate tipico del periodo ellenistico, ma anche all’intreccio, alla tela di Penelope che attendeva Ulisse sperso nell’ignoto del mare, ai telai, come sentito omaggio anche agli intrecci della grande artista sarda Maria Lai a cui il Premio è quest’anno dedicato in occasione del centesimo anniversario dalla sua nascita.

Agli ospiti del premio verranno inoltre offerti manufatti capaci di interpretare tutti i significati di questa esperienza: le bottiglie (esposte attualmente alla Triennale di Milano), intrecciate tradizionalmente con il giunco dalle mani esperte delle artigiane di San Vero Milis coinvolte nel progetto “Is Fainas co-op” promosso dalla Fondazione MEDSEA, ma anche i tipici cestini sardi sapientemente riproposti da Angela Boeddu con una tecnica moderna: riciclando la carta.

Photo credits by Augusto Grandi



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