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Fausto Paravidino è il regista della piece teatrale in scena fino al 20 gennaio prossimo al teatro Gobetti, per la stagione del Teatro Stabile di Torino, dal titolo “La ballata di Johnny e Gill“.

A partire dal mito della Torre di Babele egli costruisce un grande progetto internazionale sulla storia di Abramo, capace di mescolare lingue e linguaggi teatrali diversi, culture e suggestioni che spaziano dalla New York di Ellis Island all’Europa.

Abramo è diventato Johnny – spiega Paravidino – e Sara è diventata Gill, la Bibbia si è trasformata in una ballata e dalla scrittura biblica è emersa una forte componente picaresca. Lo spettacolo mescola lingue quali italiano, francese, inglese ed un dialetto africano, come in una metaforica e contemporanea Babele. Sono anche presenti contaminazioni di teatro-danza, pantomima, teatro musicale e cinema, in una grande avventura che segue una famiglia che, alla ricerca della fortuna, affronta un viaggio oltreoceano con i suoi mille pericoli“.

Il progetto, realizzato dal Teatro Stabile di Torino, si avvale delle esperienze dei laboratori che Paravidino ha condotto insieme ad Iris Fusetti in Lussemburgo, a Tolone, Ginevra e New York, incentrati sul senso della storia di Abramo e del sacrificio di Isacco.

Il tema del Libro trova la sua attualizzazione in quelli della migrazione, del viaggio, della patria perduta e dell’essere stranieri tra altri stranieri.

Fausto Paravidino è nato Genova nel 1976. Ha studiato recitazione alla Scuola del Teatro Stabile di Genova, trasferendosi poi a Roma dove ha intrapreso la carriera di attore, regista e drammaturgo.

Nel 1999 è stato vincitore del Premio Tondelli e nel 2001 del Premio Ubu quale migliore novità italiana.

Tra i suoi più recenti testi per il teatro figurano “Exit“, “Il diario di Maria Pia“, “I vicini“, “Il macello di Giobbe” ed “Il senso della vita di Emma“.

Può essere considerato uno dei più talentuosi drammaturghi italiani, capace di attingere per le sue opere a materiali diversi, quali il diario di sua madre per il lavoro “Il diario di Maria Pia“, il libro di Giobbe per “Il macello di Giobbe” e la tragedia di Genova per la piece “Genova 01“.


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