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È iniziato ufficialmente in questi giorni il conto alla rovescia per la messa in scena – è il caso di dirlo – della 26a edizione del FESPACO, Festival Panafricano del Cinema, in programma dal 23 febbraio al 2 marzo prossimi.

In tale occasione celebrerà anche il suo giubileo d’oro e, secondo gli organizzatori, sarà memorabile.

Istituito nel 1969 con cadenza biennale, è l’evento principale del cinema africano, ma per la sua valenza culturale va considerato alla stregua dei grandi festival internazionali di Cannes, Berlino o Venezia.

Per l’occasione, la Francia – il cui ambasciatore in Burkina, Xavier Lapeyere de Cabanes, ha incontrato mercoledì 21 scorso il ministro burkinabé della Cultura, Abdoul Karim Sango – ha voluto restaurare tutte le pellicole della prima Settimana del cinema africano.

Il tema dell’imminente edizione sarà: “Mémoire et Avenir des cinémas africains”.

Invitata d’onore, la Repubblica del Ruanda, dopo l’Egitto nel 2015 e la Costa d’Avorio nel 2017.

La competizione si articolerà in due grandi filoni, rispettivamente dedicati alle fiction ed ai documentari (lunghi e cortometraggi), ed in tre sezioni parallele, con i film di scuole africane del cinema e dell’audiovisivo, le serie TV, i film di animazione.

Il tutto sarà integrato da una selezione speciale incentrata sulle celebrazioni del giubileo, con i classici del cinema africano, della diaspora e di film emblematici di questi ultimi 50 anni.

In totale, si tratterà di circa 200 film, presentati nel corso di 350 proiezioni, non solo a Ouagadougou, ma anche a Bobo Dioulasso e Ouahigouya.

Sul tappeto rosso sono attesi grandi nomi del cinema internazionale; tra essi, voci sempre più insistenti, danno per certa la presenza dell’attore americano Will Smith e dell’attrice e mannequin kenioto-messicana Lupita N Yongo’O.

In base a dati diffusi dagli stessi organizzatori, sono attesi 90 rappresentanti di festival nel mondo, 300 testate giornalistiche o televisive, con oltre 2.500 presenze tra giornalisti, critici e fotografi, 15 ministri africani con competenze su cinema e audiovisivi, 3.000 professionisti del settore.

La serata inaugurale si svolgerà nello Stadio Municipale, registrando sin d’ora il tutto esaurito, con 20.000 spettatori, così come sono già state chiuse le vendite dei 5.000 biglietti per la cerimonia conclusiva al Palazzo dello Sport.

Tra espressioni di trionfalismo, non mancano comunque i timori per la situazione contingente e per i ripetuti attacchi terroristici in tutto il Paese, al punto da costringere il ministro della Cultura a garantire sin d’ora che ogni mezzo sarà predisposto al fine di garantire la sicurezza dei partecipanti.

Merita un cenno un aneddoto, a dir poco curioso, concernente alcuni lavori di costruzione all’interno della sede del Festival, arenatisi dopo un incendio nel 2013. Ad avvalorarne la veridicità sarebbe lo stesso ministro della Cultura, secondo il quale non si tratterebbe di mancanza di volontà, ma di “ragioni mistiche”: il sito sarebbe abitato da folletti, o spiriti, che ne avrebbero bloccato i lavori: “Siamo in Africa – dice Abdoul Karim Sango – e l’impresario sostiene che sia tutta colpa loro. Cosa possiamo fare? Sono stati fatti sacrifici, apparentemente senza risultati apprezzabili. Ora stiamo valutando con FESPACO se non sia il caso di lasciarli in pace e di cercare un’altra sede”.

Ammettendo, candidamente, che “in queste condizioni, fossi l’impresario, io farei lo stesso”.


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