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Di solito gli instant book lasciano il tempo che trovano. Non è il caso di “Notre Dame brucia – L’autodistruzione dell’Europa” di Giulio Meotti, recentemente pubblicato dalla casa editrice Giubilei Regnani (2019, 169 pp., 13€).

L’autore è un giovane aretino che, da giornalista, si è spesso occupato di questioni mediorientali ed ebraiche. Collabora al Il Foglio quotidiano, sin dal 2002, e ha collaborato con il Wall Street Journal e con il Gatestone Institute.

In questo agile volumetto l’autore, proprio a partire dall’incendio che ha devastato lo scorso 15 aprile la cattedrale parigina, analizza in modo approfondito la questione della perdita di identità dell’Europa e dei suoi abitanti. Un declino che non è soltanto culturale ma anche religioso e soprattutto etnico.

Di fronte alle immagini di devastazione veicolate dai media mondiali l’autore afferma: “Il problema non sarà adesso ricostruire Notre Dame, ma l’identità che quella chiesa rappresentava. Di fronte alla cattedrale in fiamme piangevamo l’immagine di una civiltà in frantumi. La deliquescenza dell’Europa”.

Una civiltà, quella europea, che è destinata a sbriciolarsi a fronte di una invasione che sembra irreversibile e che ha ormai compromesso le radici prima cristiane e poi liberaldemocratiche del mondo in cui viviamo.

Meotti denuncia la massiccia presenza di popolazioni provenienti dai paesi islamici in tutti i paesi europei. Fa rabbrividire sentire sciorinare i dati che ci ricordano come intere città inglesi, olandesi, belghe o francesi siano ormai popolate in gran parte da immigrati; come in piccoli paesi o in grandi sobborghi di città anche importanti sia di fatto imperante la legge islamica; come le chiese, cattoliche e protestanti, siano distrutte o trasformate in dormitori se non addirittura in parcheggi; come in prospettiva, data la scarsa natalità degli europei e l’alto tasso di generazione degli immigrati, nel giro di pochi anni l’Europa rischia di trasformarsi in una regione islamizzata.

Quando discutiamo – aggiunge l’autore – di una immigrazione di tale portata non hanno senso tutte le domande sui “valori europei”. E si domanda: “Perché i musulmani dovrebbero assimilarsi nella società europea visto che la loro cultura avrà sempre più una preponderanza demografica nei luoghi che hanno scelto per vivere?

La condanna delle politiche di accoglienza e di inclusione è esplicita. Si è trattato di scelte sciagurate che in nome del politicamente corretto e del multiculturalismo a tutti i costi hanno portato a un sostanziale suicidio politico.

È troppo tardi per portare qualche rimedio a questa situazione? In taluni casi sì, ma forse non ovunque. Meotti è un analista, non un politico, per cui non ci possiamo aspettare da lui proposte o rimedi. Ma tutti coloro che hanno responsabilità pubbliche dovrebbero dare un’occhiata non superficiale a questo libello. Siamo certi che ne trarrebbero informazioni utilissime.

In conclusione: “Notre Dame brucia” è libro che piacerà ai sovranisti ma che consigliamo soprattutto ai loro avversari.


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