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È sorto a Vicenza il primo museo dedicato, in Italia, esclusivamente al gioiello, un bene non soltanto legato all’esaltazione della bellezza, ma anche capace di testimoniare la cultura di cui è espressione.

Non è certo un caso che sia nato proprio nella capitale per antonomasia del gioiello, Vicenza, che ogni anno ospita una fiera su questa tematica, capace di attrarre un gran numero di visitatori da tutto il mondo.

Il museo è stato inaugurato il 24 dicembre 2014 ed è ospitato nelle sale della Basilica palladiana, allestite grazie all’intervento di Patricia Urquiola, designer di fama internazionale. È diretto da Alba Cappellieri, uno dei principali studiosi del gioiello in Italia e docente di Design del Gioiello al Politecnico di Milano.

Il museo permanente ospita una collezione temporanea biennale, che si articola in nove sezioni tematiche riguardanti bellezza, funzione, magia, simbolo, arte, moda, design, icone, nuovi scenari, ciascuna affidata ad un curatore. Il museo ha il ruolo di offrire un panorama narrativo ed estetico su un oggetto antichissimo come il gioiello, radicato in modo profondo nella cultura umana. Propone anche al pianterreno la mostra personale di un artista e spazia da oggetti archeologici di epoca paleocristiana a pezzi classici di grande pregio, come quelli firmati da Cartier e Van Cleef & Arpels, fino ad arrivare alle espressioni più audaci del design contemporaneo.

Tra queste figurano le celebri “lacrime gioiello” di Camille Moncomble, designer parigina che realizza non gioielli convenzionali, ma creazioni come queste “lacrime” plasmando oro, diamanti e zaffiri “face jewels”. “Lacrima”, questo il nome della collezione, propone orecchini e face jewels che fissano sul viso il pianto, sia esso dettato da nostalgia, tristezza, malinconia o speranza, felicità e gioia. Sono gioielli che oscillano tra artigianato, arte e design.

Di Van Cleef & Arpels sono esposte collane preziose, braccialetti, orecchini e spille dalle forme molto originali, come quella dal titolo “Romeo and Juliet“, diventati i simboli dei giovani amanti della cultura moderna, esposti nella sala curata da Daniel Lepeu. Dal Museo regionale “Agostino Pepoli” di Trapani proviene, esposto nella Magic Room curata da Cristina Boschetti, un ciondolo amuleto, in corallo ed oro, risalente al Seicento. In questo gioiello la forma del secondo ramo è stata sapientemente utilizzata per creare un serpente, considerato, sulla base di radici antichissime, un amuleto contro i fulmini.

Appartiene alla collezione Pennisi uno dei più bei esempi di art Deco’ presenti nel museo, una spilla realizzata da Alexander Duru in Francia nel 1915, disegnata ispirandosi a molteplici fonti, per creare uno stile moderno. Si tratta di una spilla, esposta nella sala delle Icone, realizzata in platino e raffigurante un delicato paesaggio giapponese, mostrando l’influenza dell’immaginario e dell’estetica asiatica. Nella Fashion Room, curata da Chichi Meroni, compaiono gioielli molto originali come il set di quattro spille intitolato “Josephine Baker oscillante jazz band, Banjo, viola, tamburi, sassofono” ri-living l’esuberanza e “Cosmopolitan chic” di un’epoca celebrata con questo metallo anni Quaranta, e orchestra bachelite, per ricordare l’ orchestra che ha accompagnato i concerti di questa straordinaria artista.

Fino al 22 settembre prossimo la personale allestita al Museo è rappresentata dalla retrospettiva dedicata all’artista visuale Ruud Peters, dal titolo “Bron”.

Il museo del Gioiello è in piazza dei Signori 44, a Vicenza.

Tel 0444320799

Orari

Da martedì a venerdì dalle 15 alle 19

Sabato e domenica alle 11 alle 19


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