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Il Mibac (Ministero per i Beni e le Attività Culturali) ha recentemente acquisito il Fondo Gioia, una raccolta di dischi storici della canzone napoletana realizzati tra il 1899 e il 1924.

Si tratta di rarissime incisioni di interpreti e autori napoletani, con importanti eccezioni come ”L’amator dei fiori” di Ettore Petrolini in un’inedita parentesi partenopea o Leopoldo Fregoli alle prese con la macchietta di “Pozzo fa’ ‘o prevete”.

I rari 78 giri sono stati pazientemente raccolti da Mauro Gioia, artista e collezionista napoletano, e andranno ad aggiungersi al patrimonio di oltre 250.000 brani che già sono stati raccolti e catalogati dall’Istituto dei Beni Sonori dello stesso ministero.

A breve il Fondo Gioia andrà ad arricchire il Portale della Canzone Italiana, una pagina on line inaugurata lo scorso febbraio, cha ha lo scopo di promuovere anche all’estero la cultura italiana attraverso la canzone.

Ora con l’acquisizione del Fondo Gioia si apre online una finestra che, attraverso lo spazio e il tempo, fa rivivere le voci di Napoli da ascoltare come in passato, tra fruscii e voci impostate alla maniera antica.

Suddivisi in playlist, i brani raccontano una vera e propria storia.

Si va da Archeodischi 1899-1904, una selezione di rari dischi incisi a una facciata, a Box Teatro, grandi interpreti del teatro che si sono cimentati con la canzone, come Eduardo De Filippo che canta “Cravatte, signori” nel 1934; da Circo delle Varietà, con interpreti a sorpresa come Rodolfo Valentino e Wanda Osiris, a Oltre Oceano, brani incisi negli Stati Uniti da migranti napoletani.

L’acquisizione, che fa parte di un progetto di più ampio respiro realizzato da Mauro Gioia in collaborazione con l’Istituto per i beni sonori, è stata presentata il 22 settembre nell’ambito delle Giornate europee del Patrimonio 2018, presso l’Auditorium dell’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi di Roma.

Durante la serata l’artista è stato protagonista di una Conferenza cantata – sceneggiata dallo scrittore Antonio Pascale, con la consulenza della storica Anita Pesce – che ha alternato il racconto dell’evoluzione tecnologica del disco all’esecuzione dal vivo di brani della collezione.

Come parte finale del progetto l’Istituto per i beni sonori ha prodotto il disco “Era d’oro”. Si tratta di una selezione di undici tracce originali, tra le quali alcune sono state eseguite voce e piano da Mauro Gioia e Giuseppe Burgarella, alla maniera di quei pionieri del suono che il Fondo Gioia, e le sue incisioni storiche, hanno deciso di celebrare.


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