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Mister e Mrs. Ramsome.
Beh no, procediamo con ordine.
Gironzolare per il Salone del Libro di Torino è di certo molto meno dispersivo quando si ha un obiettivo.

Ed io l’obiettivo lo avevo. Il regalo di compleanno per mia madre, che mi aveva detto di non riuscire più a leggere bene a causa del calo della vista.

Non so se per la forza del pensiero o per mera casualità, ma fu uno stand a venirmi incontro.
L’unico in quell’oceano pieno di luccicanti meravigliosi libri: Emons audiolibri.

Decido di farne una provvista. Inizierò con uno pensavo, poi se la cosa ha successo uno alla volta li regalerò tutti. Trovo infatti che la lettura sia la compagnia più stimolante a tutte le età e che non si dovrebbe mai smettere di leggere.
Leggere e camminare, per continuare a vivere.

Al Salone del Libro, se vuoi, puoi fare davvero una cura intensiva di “ben essere”.

Era la prima volta che acquistavo un audiolibro e comunque mi sembrava un’ottima idea regalo.
Di ritorno, consegnato il regalo, mi raccomandavo con mia madre di informarmi non appena finito, pronta come ero a farlo seguire da tutti gli altri che avevo acquistato. Non seppi più nulla.

Mesi dopo vidi la pila di c.d e ne aprii uno, così, per prova, per ascoltarlo in auto andando a lavorare.

E qui arriviamo a Mister e Mrs. Ramsome, protagonisti di “Nudi e crudi” di Alan Bennett. Il racconto è preceduto da una bella musichetta suonata dalla fisarmonica. Chi mi conosce sa che meglio di così non potrebbe iniziare. E’ come trovare una piuma bianca sul tuo cammino. Vuol dire che è la strada giusta.

E’ letto da Paola Cortellesi: la sua voce, dalle sfumature variabili calde e simpatiche ha da subito evocato in me i ricordi lontani dell’infanzia dei momenti passati ad ascoltare le fiabe sonore.
Sentire che in fondo il presente ha radici lontane. Dono della lettura.

Il racconto è divertente, ma non solo. L’abitazione dei due protagonisti viene “svaligiata”. La coppia è un po’ particolare. Sposati da più di trent’anni, senza figli, lui avvocato londinese appassionato di Mozart; lei casalinga un po’ frustrata e senz’altro succube del marito e della routine. La loro una vita isolata, abitudinaria e senza segreti. Almeno apparentemente.

Il furto è un furto molto particolare: la loro casa infatti viene svuotata completamente. Nulla rimane, nemmeno lo scopettino del gabinetto e il forno con lo sformato quasi pronto all’interno.

Il linguaggio, teatrale, si snoda in dialoghi e pensieri che suscitano ilarità, ma anche malinconia.

Il racconto, per nulla prevedibile, regala sorprese e colpi di scena prima di giungere alla soluzione del mistero e si dirama, a mio parere, privilegiando l’universo psicologico femminile su quello maschile.

E c’è anche qualche “peccatuccio” garbato… Chissà se sarebbe piaciuto a mia madre.

Nell’insieme l’ho percepito tragico, ma solo come il comico può essere. Le chiavi di lettura, come al solito, possono essere molteplici.

Ciò che ha colpito me è la riflessione sulla reazione soggettiva alle vicende destabilizzanti della vita; riflessione che ho fatto spesso, anche personalmente.

C’è chi è capace di trasformarle in risorse ed opportunità, chi invece non è in grado di farlo e trasforma l’immobilismo nella sua condanna.
Saltare per qualche giorno la rassegna stampa di RAI 3 e dover terminare l’ascolto perché ad un certo punto bisognava pur scendere dall’auto, mi dà la misura del successo del mio battesimo dell’audiolibro.

D’ora in poi non me ne farò mancare uno, per non smettere di leggere nemmeno alla guida.


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