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Un bacio. Che cosa è mai un bacio… Si chiede il Cyrano di Rostand. Per poi dare la famosa risposta “un’apostrofe rosa fra le parole ti amo“.

Sinceramente roba da far schiattare d’invidia gli scaltri pubblicitari dei Baci Perugina.

Ma se la risposta ci appare decisamente iperglicemica, la domanda non è poi così banale. Già, che cosa è poi un bacio? Perché si tratta di un atto particolare, che va molto al di là del sesso. Che ne fa parte, certo, eppure è cosa altra. Distinta e, indiscutibilmente superiore.

Faccio tutto tranne baciare in bocca”. Dice Julia Roberts a Richard Gere in “Pretty Woman”, subito prima di slanciarsi in una fellatio che è entrata nella storia del cinema. Però non lo bacia sulla bocca. Le prostitute, serie professioniste, non lo fanno mai. Quello è gesto di intimità riservato a chi si ama.

Il bacio è un atto fisico che sconfina su un altro piano. Quello metafisico. Spirituale. È l’incontro, se vogliamo, di due anime. Cosa che, a ben intendere, sono poi tutti i gesti del rapporto erotico. Le carezze, l’amplesso, il coito, l’estasi.. Solo che nel bacio la sostanza spirituale è più forte, evidente. Forse perché gesto più rarefatto, stilizzato.

Non per nulla indica, anche, il saluto. I Trovatori richiedevano come guiderdone, premio, il bacio della Donna. In Dante diventa solo il saluto. Ulteriore processo di rarefazione e distillazione del tema.

Il bacio, un tempo era segno di omaggio. Di riconoscimento e amicizia. Giuda, in Getsemani, bacia Gesù sulle labbra per salutarlo Tra i russi è un uso ancora non tramontato.

Omaggio, riconoscimento, amicizia. In sintesi l’aspetto più alto, e nobile, dell’amore. La sua più cristallina manifestazione.

Innumerevoli i baci suggestivi in letteratura e nel cinema. Quello di Teresa ad Ortis prima dell’addio.. il bacio di Romeo a Giulietta. Notorious e Via col vento.

Per inciso, in Manzoni, Renzo e Lucia non si baciano. Il loro destino è il matrimonio, i solidi e concreti sentimenti borghesi. Non la passione.

Nessun bacio, però, ha il fascino di quello di Paolo e Francesca in Dante. “La bocca mi baciò tutto tremante” dice la donna, mentre Paolo piange ed infuria la bufera infernale.

La bocca. Le labbra. Hanno una loro particolare bellezza. Ed importanza fondamentale nell’immaginario erotico più raffinato, elegante. Nobile.

Forse perché con la bocca si respira. E dalla bocca escono i sospiri. E il respiro è vento “anemos, il soffio della vita. L’atto stesso della creazione.

Baciare due labbra perfette, vermiglie di natura – non per trucco o affettazione, come nei ritratti di donne esauste e languide di Klimt – è compiere un atto, in certo qual modo, Magico. I respiri si fondono, e tutto muta. Si perde il senso del tempo, lo spazio si dilata. Non si percepiscono più suoni che non siano interiori. E si è altrove. In un’altra dimensione. E soprattutto non si è più semplicemente noi stessi. Il maschio e la femmina, l’uomo e la donna. Due entità distinte e separate. È l’esperienza, ancorché ottusa ed effimera, di ciò che doveva essere l’Androgine. Prima della caduta.


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