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La musica classica non piace ai valdostani? Parrebbe di sì, secondo Gaetano Lo Presti che è il punto di riferimento per tutti i generi di musica e di musicisti in Valle.

Gli spettacoli di classica attirano un pubblico ristretto mentre in passato richiamavano molti più appassionati.

Colpa della programmazione? Della pessima comunicazione (certo non una novità per qualsiasi evento valdostano)? Della distrazione generale che coinvolge persino gli studenti di musica?
Forse un po’ di tutto.

I giovani, in larga parte, consumano – è il termine più appropriato – la musica americana o quella promossa dai talent.

La classica non viene promossa, valorizzata, comunicata. Conquista spazi sui giornali solo quando si trasforma in una manifestazione politica contro il governo gialloverde, a prescindere dalla qualità dell’opera rappresentata e senza alcun interesse per l’interpretazione. Ci si entusiasma per la ruspa anti salviniana a Macerata nel Flauto Magico, senza spendere un rigo sugli interpreti e sulla loro qualità.

Allora per richiamare pubblico ad Aosta ad un concerto di classica serve un barcone e poi chissenefrega se gli orchestrali non suonano? È vero che grandi opere del passato avevano una valenza politica, basti pensare al simbolico “Va’ pensiero” verdiano, ma erano appunto opere di quel preciso momento contro quel preciso avversario politico.

Ci sono già Fedez o J-Ax ad utilizzare la politica per promuovere i loro rumori esistenziali. Troppo comodo e troppo stupido trasformare Mozart in un sostenitore delle Ong e di una invasione di massa.

Sarebbe sicuramente meglio provare ad innalzare il livello di istruzione musicale nelle scuole, valorizzando la Classica senza correre dietro a mode passeggere. Il che non significa ignorare le mutazioni musicali, le contaminazioni, le nuove tendenze (purché si tratti di musica e non di gorgoglii e rumori gastrointestinali spacciati per canzoni). Significa solo ampliare gli orizzonti anche verso la riscoperta delle proprie radici.

E poi, per quanto riguarda la Valle d’Aosta, bisognerebbe imparare a comunicare, a far conoscere le iniziative, a pubblicizzarle. Un’impresa disperata, è più facile che J-Ax impari a cantare.


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