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Siamo all’inizio del 2019, i giovani ormai la Tv non la guardano praticamente più ( per certi versi è una fortuna, per altri chiaramente no ) e il tutto si è spostato sui computer con le varie piattaforme di streaming video o addirittura sugli smartphone.

In un periodo particolare come questo appaiono trailer a tutto volume sugli schermi di casa che pubblicizzano la serie di animazione che narrerà in 9 puntate le vicende dell’eroe del popolo “Adrian“, contro la violenza e contro la corruzione della società.

Da 25enne la prima cosa che ci si può chiedere è: “ma perché?”.

Perché un artista del passato dovrebbe fare una cosa così ridicola? Non bastava “Rock Economy” qualche anno fa? Non siamo ancora stufi di una retorica gonfia e vuota di qualcuno che è potente e ha ogni tipo di privilegio?

La si potrebbe vedere come un’autocelebrazione (anche se nel 2019 ci sarebbe ben poco da autocelebrare per un artista che vive unicamente di successo del passato), ma anche in quel caso non ci sarebbe un reale motivo per guardarla.

Insomma, ai giovani non interessa uno sceneggiato grottesco che protesti contro una società violenta e corrotta prodotto ( probabilmente ) da chi fa parte di quella stessa società e non fa nulla per cambiarla.

I giovani vogliono i cambiamenti, non le narcisistiche autocelebrazioni di una vecchia gloria che sta tramontando. I giovani vogliono altro, e il problema è che gli “adulti” non l’hanno ancora capito nonostante il nostro tasso di emigrazione giovanile e di disoccupazione.


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