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Il 13 settembre, a Cetona in provincia di Siena, in seguito alle complicazioni di una polmonite, si è spento all’età di 91 anni Guido Ceronetti.

Nato a Torino il 24 agosto 1927, da molti anni si era ritirato in Toscana per dedicarsi soprattutto alla scrittura. Nel 2008 aveva avuto il vitalizio della legge Bachelli per i “cittadini illustri”.

Aveva iniziato la sua attività di giornalista nel 1945 e dal 1972 fu per anni collaboratore de La Stampa su cui pubblicò una serie di articoli al veleno, caratterizzati da una forte vena polemica nei confronti del mondo moderno e di straordinaria “inattualità”.

Nel 1971 pubblicò il primo dei suoi libri presso la compianta casa editrice Rusconi di Milano, intitolato Difesa della luna e altri argomenti di miseria terrestre.

Da allora la sua attività di intellettuale controcorrente non si è più fermata. Pubblicò una lunga serie di volumi presso la stessa Rusconi, poi per Einaudi per poi approdare dal 1987 alla Adelphi presso cui, in quell’anno, pubblicò il fortunatissimo I Pensieri del Tè.

Esemplare fu il suo Viaggio in Italia, uscito in volume nel 1983, resoconto di un pellegrinaggio laico compiuto a piedi, con treni locali e autobus da Nord a Sud, dal Po avvelenato a ”uno dei peggiori luoghi” del paese, Napoli.

In qualità di intellettuale fu sempre “contro”, mai allineato, fiero della sua libertà di pensiero, e, anche per questo, grande amico di Cioran, che aveva introdotto in Italia, e appassionato di Celine.

Ma nello stesso tempo fu un fine umanista, traduttore dal latino di Marziale, Catullo e Giovenale, e dall’antico ebraico, da cui trasse le traduzioni di cinque libri della Bibbia: memorabile quello dedicato all’Ecclesiaste.

Sono famose le sue interviste impossibili, dialoghi immaginari tra un intellettuale contemporaneo e un personaggio storico, andate in onda nel 1974 sul secondo programma di Radio Rai.

Aveva anche una grande passione per il teatro nata con le marionette, fatte anche con le sue stesse mani, e condivisa con la moglie Erica Tedeschi con la quale nel 1970 aveva dato vita al Teatro dei Sensibili. In giro per l’Italia aveva proposto una serie di rappresentazioni a cui assistettero Eugenio Montale, Guido Piovene, Natalia Ginzburg, Luis Bunuel e Federico Fellini. Tuttavia Ceronetti preferiva esibirsi per strada, come un attore girovago, per un pubblico di poche persone, meglio se bambini.

Autore instancabile aveva pubblicato nel corso della sua vita decine e decine di volumi di raccolte giornalistiche, romanzi, poesie, traduzioni e testi teatrali; fino agli ultimi due, usciti soltanto all’inizio di questa estate, vale a dire Le Interviste Impossibili (Einaudi) e una raccolta di Odi di Quinto Orazio Flacco (Adelphi).

Il ministro per i beni culturali Bonisoli lo ha così ricordato:

La scomparsa di Guido Ceronetti priva la cultura italiana di un intellettuale erudito e prolifico, un autentico poeta capace di un pensiero profondo, graffiante e illuminante.

Sergio Escobar direttore del Piccolo Teatro lo ha così celebrato:

Porterò sempre con me il ricordo del suo spirito, libero e incapace di ipocrisie, del suo amore, appassionato, disperato, per la vita, della grazia, tenera e profonda, delle sue immaginazioni, delle sue poetiche acrobazie, ovunque si esprimessero, sulla carta o sulla scena, sempre in delicatissimo, raffinatissimo equilibrio tra incanto infantile e amaro disincanto verso ogni rassicurante superficialità.

La sua salma riposerà nel piccolo camposanto di Andezeno, in provincia di Torino, dove si trova la tomba di famiglia.


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