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La fine dell’anno scolastico si avvicina e in questo periodo studenti e famiglie sono giustamente preoccupati per l’esito degli scrutini e per le valutazioni che li riguarderanno.
Si tratta di una preoccupazione del tutto ingiustificata dal momento che alcuni interventi legislativi usciti di recente hanno di fatto ridotto al minimo, per non dire abolito, la possibilità di bocciare.

È quanto ha scritto di recente Alvaro Belardinelli sul seguitissimo blog “La Tecnica della Scuola” in un articolo dal significativo titolo “Tutti promossi, la scuola finta che sforna analfabeti”.

Da almeno tre decenni – argomenta Belardinelli – il Ministero della Pubblica Istruzione (che oggi non si chiama nemmeno più così) profonde sommi sforzi per far comprendere agli insegnanti che le bocciature non sono gradite “colà dove si puote”. Gli insegnanti, troppo spesso lontani dal possedere un cuor di leone, si adeguano. E le promozioni fioccano, aumentando di anno in anno, proporzionalmente al diminuire del livello culturale degli alunni.

Non si tratta del solito sfogo di un insegnante “frustrato”. Infatti poco più avanti si passa all’indicazione dei dati di fatto, facendo riferimento al “D.lgs 62/2017, che – precisa ancore Belardinelli – all’articolo 3 decreta: «Le alunne e gli alunni della scuola primaria sono ammessi alla classe successiva e alla prima classe di scuola secondaria di primo grado anche in presenza di livelli di apprendimento parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione». Si può, sì, negare l’ammissione alla classe successiva, ma «solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione», e per di più con decisione presa all’unanimità. Per le Scuole Medie la Circolare Ministeriale 1865/2017 ha precisato: «Solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione, sulla base dei criteri definiti dal collegio dei docenti, i docenti della classe, in sede di scrutinio finale presieduto dal dirigente scolastico o da suo delegato, possono non ammettere l’alunna o l’alunno alla classe successiva. La decisione è assunta all’unanimità». Paletti chiari, precisi e non derogabili.

Ma Belardinelli non poteva conoscere il recente decreto attuativo della legge 61/2017, “La Buona Scuola” varata dal governo Renzi, che prevede in buona sostanza il divieto di bocciare alla fine del primo anno di scuola superiore.

Insomma: alunni e genitori possono dormire sonni tranquilli. Ma se si andrà avanti di questo passo ci domandiamo se in futuro ci saranno ancora insegnanti che avranno voglia di insegnare e studenti che avranno voglia di imparare.


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