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Scusi prof.“, il ragazzo, alto, atletico quello che suona la chitarra alle feste e nelle gite. Il beniamino delle compagne. “Posso farle una domanda che c’entra davvero poco?“.

Sospiro. Sto introducendo Neoclassicismo e Romanticismo. Dopo aver finito Alfieri. È un momento di svolta. Pazienza. Dimmi.

Ci sarebbe…” mi guarda intimidito. Strano. “Ci sarebbe qualche libro che parla della morte?“. Questa, poi, non me l’aspettavo proprio. Non da lui. Non da uno di questi. In classe cala un silenzio irreale. Solo il Boro compie vistosi gesti apotropaici sotto il banco.

Beh, non è poi che non c’entri nulla come dici. Anzi. Vedi, un grande critico, uno dei più grandi, dice che tutta la letteratura romantica ruota intorno a tre temi: l’eros, la morte e il diavolo.

Chi è prof.?” potrei anche farvi il nome, ma una vecchia, assurda superstizione goliardica dice che è menagramo. Che solo pronunciarlo prima di un esame significa bocciatura assicurata. Rido. E pronuncio nome e cognome. Il Boro e i coatti si danno a gesti scaramantici irriferibili. Ma serve. Per allentare la tensione. Riprendo.

L’eros e la morte sono da sempre in stretta relazione. Dai tragici greci e, ancor più, dagli elegiaci latini. E il diavolo, non in senso cristiano, è non solo la tentazione, ma la disperata voglia di vivere davvero. Non di esistere soltanto. Lermontov ha dato espressione a questa inquietudine nel suo Demone.

Occhi straniti. Ah, già. Lermontov è davvero troppo per loro. Mea culpa.
A ben vedere tocca parlare pur sempre di Goethe. Non se ne esce. Dante, Shakespeare, Goethe. Sempre loro tre. E Goethe è colui che ha rappresentato il paradigma dell’uomo moderno. Faust. Faust è vecchio, ha condotto una vita retta, tranquilla, di successo professionale. È onusto di glorie accademiche, per così dire… Dentro di me rido. Onusto… Qualcuno prova a sillabare. Sguardi da pesci rossi nell’acquario…

Ma Faust è inquieto. Insoddisfatto. Sente la morte vicina e si chiede se abbia mai davvero vissuto. Lui, uomo razionale, si dà alla magia. E gli appare Mefistofele. Fanno un patto. La giovinezza e, quindi, una nuova possibilità. Di vivere. Di sperimentare tutto. Fino a che sarà appagato. E non dirà all’attimo Fermati, sei bello!

E che fa in sta nuova vita, prof .?
Di tutto. Partecipa al Sabbah delle streghe. Fabbrica l’oro dal piombo. Viaggia nel tempo oltre che nello spazio…
E donne, niente?

Oh, certo. Conquista addirittura la bellezza per antonomasia. Elena di Troia. E seduce la giovane Margherita. La abbandona incinta, lei impazzisce e uccide il bambino.. La condannano a morte.
Una biondina, che guarda caso si chiama proprio Margherita, scuote la testa.
“Porco!”

Ma lui vorrebbe salvarla. Con l’aiuto di Mefistofele. Però lei capisce. Mi fai orrore, gli dice. E va incontro alla morte…
“Poraccia!”

Però è salva. E sarà proprio lei a guidare l’anima di Faust in un luogo più terso e sereno. No, non il paradiso, ma dove Faust, dopo morto, potrà trovare pace…
Ah, perché more alla fine…

Si. Perché ha sperimentato tutto. Ha vissuto finalmente. E non una, ma cento vite. E può fermare l’attimo. Uscire dal tempo.
E er diavolo prof .? Quel Mefistoqualcosa, che fa?“.

Mefistofele se ne resta con un palmo di naso. Quando sta per prendere l’anima di Faust, arriva una schiera di angeli molto… femminili. E lui si distrae e Faust gli sfugge…

S’arrapa er Mefistofele!” Il Boro. Risata generale.
Si. Ma questo avviene perché la Donna, il Femminino Eterno come la chiama Goethe, rappresenta, anzi incarna il mistero della vita. È la chiave che apre tutte le porte. Della morte e della vita…

Anvedi… Sempre detto io che siete la chiave…” esplosioni di ilarità. Certo che sto Boro è di battuta pronta. Volgare ma svelto. Rido anch’io.

Scusi prof.” è una rossa stavolta. In genere silenziosa. Grandi occhi verdi, ammiccanti. Molto sicura di sé. Troppo. “Ma lei una donna per cui valesse la pena di morire l’ha mai trovata?

Suona la campanella. Ma stavolta no, non me la batto. Vale la pena di rispondere.

Morire? Sono solo parole. Retorica romantica e non della migliore. Il problema è trovare una Donna per cui valga la pena vivere. E che ti faccia giungere alle altezze. In più spirabil aere. Come Faust…

Mi guardano perplessi. “Questo diventa sempre più strano ogni giorno…” mormora qualcuno “Ma che c’avra’?

Esco.


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