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Gli uomini della strada affidati ai servizi sanitari nazionali e alle assicurazioni sociali..vedrebbero arretrare le loro aspettative di vita grazie all’impegno dello Stato sociale a sbarazzare la società dai cittadini divenuti inutili, perché non più produttori e modestissimi consumatori. La versione contemporanea dell’antica categoria dei mangiapane a tradimento.

Non sappiamo se Francesco Mario Agnoli, magistrato che ha fatto anche parte del Csm, pensasse a Tito Boeri e all’Inps quando ha scritto queste frasi nel suo libro “La sistemazione del corpo”, pubblicato da Il Cerchio.

Il volumetto, 160 pagine per 16 euro, prende in esame le scelte per collocare il corpo post mortem e, con questa scusa, analizza vizi e virtù del mondo contemporaneo (quasi solo vizi, in verità) con excursus nella letteratura e nella filosofia antica e più vicina a questi tempi cupi.

Ovviamente, visto che si tratta della sistemazione della futura propria salma, Agnoli dedica alcune pagine all’invecchiamento e alla speranza della scienza di prolungare la vita umana oltre i 100-120 anni, per raggiungere soglie indefinite. Ma le logiche del sistema non consentono di far vivere a lungo tutti.

Dunque saranno i super ricchi a garantirsi la vita ultracentenaria, con lo Stato impegnato a proteggerli da una eventuale invidia di chi sarà destinato a crepare appena uscito dal ciclo produttivo per non pesare sulle casse della previdenza. Ma anche i politici di primo piano ed i vip intellettuali dovranno essere tra coloro che verranno prescelti per una lunga esistenza.
Agnoli cita anche il libro “La morte moderna” dello svedese Carl Henning Wijkmark che aveva immaginato una società in cui gli ultra settantenni venivano avviati verso la morte con l’esclusione dei politici e della classe dirigente.

E pure il francese Jacques Attali, non in un romanzo ma in uno scritto purtroppo serio, aveva sostenuto una idea analoga: “In una società capitalista, delle macchine permetteranno di eliminare la vita quando questa sarà insopportabile o economicamente troppo costosa”.

Tra “insopportabile” e “troppo costosa” le differenze non sono poche, ma per Attali l’eliminazione definitiva vale comunque.
Agnoli mette in guardia contro “un futuro nel quale i governi saranno riusciti a trasformare l’eutanasia di massa in un obbligo volontario col far leva sui sensi di colpa degli anziani per la propria inutilità sociale e, occorrendo, sul tradizionale spirito di sottomissione del pòpolino“.

Per la felicità di Boeri e di quelli come lui.


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