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Un’ultima sfida – l’esame orale – prima della tanto agognata libertà.
Una volta affrontata la terza prova (il Quizzone, come soprannominato) si inizia ad intravedere la fine della maturità, l’estate.

Dopo il termine degli scritti tutto è più piacevole: la tesina dà modo di integrare nello studio un interesse personale che rende l’ultimo grande passo assai meno sgradevole e pesante.

Un peccato che la nuova riforma per i maturandi del 2019 ne preveda l’abolizione a favore di un’esposizione incentrata sull’ alternanza scuola – lavoro: un provvedimento sterile, atto a soffocare quel po’ di coinvolgimento che offriva invece la scelta di un argomento a piacere.

Nei pochi giorni di pausa tra scritti e orale, tra ripassi e miraggi di mare, si insinuano anche i dubbi: il passo tra liceo e università è decisivo e tutto nelle mani degli studenti. Nonostante i numerosi orientamenti offerti dalla scuola, infatti, è alto il tasso di ragazzi che al termine degli esami si trovano ancora indecisi.

Nell’ultimo anno di scuola superiore si insiste unicamente sulla preparazione all’esame come apice della climax: è una falla del sistema scolastico, dove non vengono mai date direttive davvero precise a quel dopo che appare vago e fumoso.

Così la fine della tanto temuta maturità si fa iniziazione del mondo degli adulti, e coglie impreparati.

A questi pensieri il sogno estivo si appanna: dopo l’orale è il tempo della scelta, la prima veramente autonoma e significativa.

Da un lato è eccitante prendere il destino tra le proprie mani, ma d’altra parte ci si può scoprire individui ancora indefiniti costretti ad una scelta prematura e troppo grande.

Meglio non pensarci, non ora, rimandare tutto alla fine. E cercare di giocarsi l’ultimo esame da liceale con quella finissima sofistica che può rimediare là dove fallisce la memoria.


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