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Nella società dell’immagine e con smartphone in grado di far concorrenza alle macchine fotografiche più sofisticate, tutti si sentono colleghi di Doisneau e Roiter, di Cartier-Bresson e McCurry. Anche quando non sanno neppure chi siano. Invece la differenza tra un grande fotografo ed un selfiesta resta abissale ed incolmabile.

Per questo è cosa buona e giusta che le case editrici continuino a sfornare libri realizzati da chi sa davvero utilizzare una macchina fotografica o, persino, uno smartphone con la capacità di vedere ed immortalare ciò che agli altri sfugge.

La casa editrice toscana Eclettica – che già aveva pubblicato volumi di qualità con le fotografie dei borghi di fondazione tra Massa e Carrara, delle architetture e dei monumenti nell’opera di Paolo Camaiora – ha così deciso di lanciare una nuova collana, Diaframmi.

Il primo volumetto, agile e stampato in 300 copie numerate, si intitola “Ad Est” e presenta alcune foto, rigorosamente in bianco e nero, di Maurizio Papucci. L’autore, massese, è un professionista del settore, a lungo collaboratore del quotidiano fiorentino La Nazione e poi specializzato in reportage fotografici dall’Italia e dall’estero.

Sono partito dall’Italia – racconta Papucci presentando il suo lavoro – con un pulmino che trasporta le badanti ed in 30 ore ho raggiunto la Moldavia. Sono entrato in Transnistria ed in treno in Ucraina, poi in Romania. Sono tornato e ripartito ed in treno dalla Moldavia ho attraversato tutta l’Ucraina fino a Mosca. Da Mosca ho raggiunto la Crimea ed incontrato la comunità di italiani che vive là dai primi dell’Ottocento. La selezione di immagini racconta una piccola parte di ciò che ho vissuto e delle persone che ho incontrato: una breve sintesi dei miei viaggi Ad Est”.

Persone autentiche figurano in questi scatti, nessuna modella da riviste patinate. Donne affaticate, uomini dal volto intenso, paesaggi duri, innevati. Non un libro di cartoline turistiche ma un racconto per immagini di un mondo che è alle porte di casa nostra anche se sembra tanto lontano. Strade sterrate, edifici maltenuti, nessuna concessione alle immagini rassicuranti ed oleografiche. Eppure, in una delle ultime fotografie del piccolo volume, compare una donna sorridente. Nonostante il fango ai suoi piedi, nonostante il disordine intorno alla sua casa. Una luce dall’Est.


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