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Dagli dei a Dio” è il titolo della nuova mostra del pittore torinese Roberto Demarchi, che si inaugurerà giovedì 21 marzo dalle 18.30 nel suo spazio espositivo di corso Rosselli 11.

Esiste un sottile fil rouge che unisce mondo antico ed universo cristiano nella rappresentazione della divinità, un fil rouge che lega Fidia, il sommo scultore greco vissuto nel V secolo a. C ed il grande scultore della Pietà e pittore del ciclo di affreschi della volta della Cappella Sistina, Michelangelo, vissuto tra il 1400 ed il 1500 d.C. . Entrambi usavano praticamente le stesse “forme figurative” per rappresentare, il primo, lo Zeus olimpico, il secondo il Dio della tradizione biblico-cristiana. Un medesimo codice linguistico per esprimere due differenti concezioni dell’umano e del divino.

Il pittore Roberto Demarchi utilizza il linguaggio pittorico astratto binario, basato su due sole forme, il quadrato ed il rettangolo, nato per dare forma visibile al momento aurorale del pensiero occidentale, vale a dire la filosofia che nasce nel mondo greco pagano popolato da molteplici divinità, ma anche usato per la rappresentazione della storia del Dio incarnato nel Cristo, come narrano i Vangeli.

L’esposizione “Dagli dei a Dio” suggerisce un costante confronto tra opere che riflettono sul miti, sulla “physis” intesa come natura, e sul “logos“, inteso come parola e pensiero di un mondo che ricerca con impegno di far apparire la verità razionale dal buio dell’esistere, ed altre opere che comunicano il mistero della Fede, della storia e della Parola di un Dio che si è fatto uomo.


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