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Dicevano i nostri vecchi che i polli, una volta, avevano ben altro sapore. Perché crescevano all’aria aperta, razzolando sull’aia, mangiando vermi e sassolini, non solo mangime. E spesso azzuffandosi fra loro.

Erano polli dalle carni sode, gustose…. Non questa roba sciarpa ed anemica, incolore e dall’odore vagamente repulsivo, che finisce oggi sui deschi….

Però i polli di batteria sono economicamente convenienti. Fanno una vita d’inferno. Anzi, una non vita, rinchiusi in strette gabbie, costretti a forza ad ingozzarsi di schifezze. Nessuna vita sociale. E nessuna vita manco sessuale. Devono solo ingrassare oltre misura. Per ingrassare i conti correnti dei loro torturatori.

Mi viene in mente uno strano film di molti anni fa. Con Tritignant e una smagliante Gina Lollobrigida. “La morte ha fatto l’uovo“. Ambientazione un allevamento di polli. Dove, per una mutazione genetica, nascono polli senza testa, zampe, ossa. Solo carne. E ingrassano senza neppure bisogno di cibo. Il sogno di ogni speculatore.

Metafora facile, scontata, lo ammetto. Ma questa è palesemente la scuola come sta cominciando a delinearsi nei progetti, e deliri, del Ministro Azzolina. E di un governo dove l’élite intellettuale, i consiglieri e consigliori, si è formata al CEPU o giù di lì. E chiedo scusa al CEPU. E anche al giù di lì.

Il simbolo di questa nuova scuola sono le mascherine, le visiere, le gabbie di plexiglas che Ministro e presunti esperti vogliono imporre. E che ci stanno rendendo ridicoli e pietosi agli occhi di tutto il mondo. Dalla Germania al Burkina Faso…dove le scuole continueranno ad essere scuole vere. E non pagliacciate e farse di quart’ordine in nome del fantomatico “diritto alla salute”. Ovvero della paura indotta nella massa per scopi meschini di potere. E per ancor più loschi interessi economici…

Ma la cosa peggiore sarà il cibo che verrà propinato a questi polli da batteria
Incoltura elevata a valore. Luoghi comuni.. Banalità. Ignoranza. Disprezzo del passato. Paura. Viltà.

Tutte cose che già c’erano, certo, in una scuola che non era l’Accademia o il Liceo. Quelle di Platone e Aristotele, intendo. Ma che ora diverranno dominanti. Assolute. Perché non vi sarà più possibilità di contrastare, di correggere. Gli insegnanti ridotti ad automi. Privi di relazione umana con gli allievi. Che è, poi, lo strumento principe dell’educazione.

Quelli che potranno se ne andranno. Gli altri si dovranno adattare. Obtorto collo alcuni. Cercando di aggirare l’ostacolo. Ma in molti senza troppe storie. In fondo sarà una sine cura. Privi di responsabilità. Senza doversi preoccupare di chi siano e cosa provino i ragazzi. Si è già visto trasparire negli entusiasti della DAD. In quelli che vorrebbero continuare a far finta di insegnare standosene in poltrona. In ciabatte e pigiama.

I nuovi docenti (si fa per dire) verranno poi reclutati con il criterio che caratterizza l’attuale stagione politica. Per dirla con un vecchio successo di Fruttero & Lucentini: “La prevalenza del cretino” .

Il risultato sarà che le oligarchie, i pochi che non hanno sofferto la presunta pandemia, ed anzi si sono ulteriormente arricchiti, manderanno i figli a studiare all’estero. Dove la scuola continuerà ad essere tale.

Tutti gli altri verranno cresciuti in batteria, come manodopera, anche intellettuale, scadente e dequalificata. Quindi facile, nel futuro, da sottopagare e sfruttare. In perfetta sintonia con un disegno che vuole fare dell’Italia – da terza potenza della Ue, e seconda manifatturiera – una mucca da mungere sino allo stremo. O, restando in tema, un allevamento di polli senza testa, senza gambe, senza costi. Da macellare a piacimento .


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