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Il 5 febbraio Simone Cristicchi ha compiuto 43 anni. E li ha compiuti nel bel mezzo della settimana del Festival di Sanremo al quale non ha partecipato.

In ogni caso il nome di Cristicchi è strettamente accomunato al festival della città dei fiori così come resterà per sempre legato alla tragedia delle foibe il cui ricordo è fissato per lunedì scorso 10 febbraio.

Dal 2006 al 2019 l’artista romano ha partecipato a ben sei edizioni della kermesse canora che lo ha visto anche vincitore nel 2007 con la canzone “Ti regalerò una rosa”, ispirata alla sua esperienza negli ospedali psichiatrici. Un trionfo che gli aprì definitivamente le porte dello showbiz. Ma i panni di cantautore sono sempre andati un po’ stretti a Cristicchi, fin da quando, a soli diciassette anni, data la sua abilità di disegnatore, era stato contattato da una casa editrice per intraprendere l’attività di fumettista.

Dopo il successo sanremese, invece di seguire la carriera dei suoi “colleghi”, fatta di dischi, tournée e comparsate televisive, Simone scrive testi e musiche per diversi spettacoli teatrali che interpreta in prima persona e che porta in giro nei teatri italiani. Ma Cristicchi è un personaggio coraggioso, che non si accontenta di cavalcare l’onda del successo. Pertanto tra gli spettacoli da lui prodotti spicca “Magazzino 18” un “one man show” dedicato alla tragedia delle foibe e all’esodo delle popolazioni fiumane, giuliane e dalmate. Insomma, lui, uomo di sinistra con simpatie per il pensiero anarchico, si cimenta con uno dei cavalli di battaglia della destra politica.

Il musical ha un successo enorme e inanella una serie di tutti esauriti nei principali teatri italiani. Anche la RAI, in occasione della Giornata del Ricordo, lo metterà in onda in seconda serata il 10 febbraio del 2014. L’argomento è scottante, tanto che non mancano le contestazioni, anche violente, culminate con la serata di Scandicci del 30 gennaio 2014, quando il gruppuscolo “Firenze antifascista” cercò di impedirgli di esibirsi al Teatro Aurora.

Resta il fatto che della registrazione RAI si sono perse completamente le tracce, sia su RAIPlay che su YouTube.

Ma il musicista romano è uomo coraggioso e con la schiena diritta. E invece di lasciare raddoppia. Nello stesso anno, infatti, si propone come autore della colonna sonora alla produzione del film Rosso Istria, dedicato alla figura di Norma Cosetto scaraventata ancora viva dai partigiani comunisti del maresciallo Tito nella tristemente famosa foiba di Basovizza. Il progetto non andò in porto: al cambio di regia seguì anche la sostituzione dell’autore delle musiche, che vennero affidate a Fabrizio Castanìa.

Quest’anno, dunque, Cristicchi non ha partecipato al festival. Boicottaggio? No: semplicemente, come ha dichiarato ai giornali, non aveva la canzone adatta. “La prima canzone che ho cantato in pubblico – ha dichiarato a Piero Negri de La Stampa – è stata Perdere l’Amore. Quando avrò una canzone cha sentirò come quest’ultima, ci tornerò volentieri”.


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