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Bagnini, uomini ruvidi dal cuore gentile.

Questa espressione, quasi un ossimoro, presa a prestito dalla grande letteratura del Novecento, in particolare da una pagina dello scrittore e psichiatra viareggino Mario Tobino, è diventata il titolo di un libro che sta riscuotendo, in questa estate 2018, un successo di pubblico notevole.

Nasce da un’idea di Domenico Monteforte, artista pietrasantino, ma fortemarmino di adozione, che ha raccolto intorno a sé il giornalista viareggino Umberto Guidi per i testi, le interviste e gli aneddoti contenuti nel volume, ed il fotografo Federico Neri per le fotografie.

Scopo del libro è quello di cogliere, attraverso i ritratti dei bagnini, immortalati con la loro tipica maglia rossa del salvataggio, lo spirito autentico della Versilia, di quel tratto di costa da cui si possono ammirare le Alpi Apuane, con il bianco delle loro pendici, che pare neve ed, invece, è marmo.

La copertina del volume è affidata al ritratto del celebre Nemo, una istituzione per la terra versiliese, un volto solcato dai venti del mare e una pelle bruciata dal sole, con il carattere caparbio di chi è capace a sfidare le avversità del mare.

La figura del bagnino, con l’avanzare del progresso tecnologico di oggi, si è dovuta, sicuramente, adattare ai tempi. Il bagnino, negli anni Cinquanta ed ancora prima, molto più di oggi, era spesso impegnato nel salvamento dei bagnanti in procinto di affogare (molti di più erano allora coloro, soprattutto se provenienti dalle città, che non sapevano nuotare).

Il bagnino e l’aiuto bagnino, in quei casi, mettevano in mare il rosso e pesantissimo pattino di legno di “salvataggio”. Un tempo erano proprio loro, oltre ad aprire il mattino e richiudere la sera le sdraio in legno e gli ombrelloni, in tela e legno, a preparare anche le sabbiatura per i clienti dello stabilimento balneare.

Lo pseudo progresso ha in parte cancellato questa figura leggendaria, che era molto viva anche nei sogni dei bambini, ma che ora rivive grazie ad un volume capace di testimoniare il passato di questo ruolo in Versilia, ma anche il presente. Un presente fatto anche di donne con patentino di salvataggio e, quindi, bagnine, eredi della prima bagnina di Forte dei Marmi, di nome Alaide, vissuta a fine Ottocento.

“Bagnini, uomini ruvidi dal cuore gentile”, Clemente editore


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