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5 aprile

È giorno di regata, per cui alle 8,30 siamo già fuori dal porto.

Il cielo è terso ma c’è anche un vento teso da ovest che si aggira tra i 25 e i 30 nodi, più o meno cinquanta chilometri all’ora. Per di più l’aria che ha tirato nel giorno precedente ha mosso il mare che presenta onde di oltre un metro.
Bello ma impegnativo.

Alle nove e trenta il “mossiere” dà il via. Le barche partono a tutta velocità in direzione est. Alla partenza Oxigene, la barca dei prof, rimane pericolosamente indietro a causa di un problema con il fiocco, la vela di prua.
Al giro di boa Oxigene recupera. La situazione è al limite, e per questo motivo diverse imbarcazioni sono costrette ad abbandonare per motivi di sicurezza o per problemi tecnici.

Alla fine restano in gara la già citata Oxigene, Boboa e Petrel. La prima continua a recuperare grazie all’ottima tenuta dei professori Urzi alla randa e Finazzi al timone. Al fiocco sono impegnatissime la Bottino e la Siberino. Ma ecco che a poco più di un miglio dal traguardo a Oxigene viene comminata una penalità ed è costretta a compiere una virata di 360 gradi; manovra che la barca riesce a svolgere a tempo di record. E nonostante ciò l’imbarcazione degli insegnanti riesce a bruciare tutti sulla linea del traguardo e a trionfare.

Si rientra in porto per il pranzo. Per oggi può bastare. Sono state oltre tre ore divertenti ma piuttosto impegnative.

Nel pomeriggio i ragazzi sono impegnati in giochi di velocità nel realizzare i nodi e nel lancio della cima di ormeggio. A seguire vengono somministrati due test che serviranno agli organizzatori per valutare quanto i giovani neomarinai hanno imparato in questi giorni, almeno sotto il profilo teorico.

Il resto del pomeriggio è libero. Ci si ritrova alle 20,30 davanti alle barche per raggiungere una pizzeria poco distante. È la cena che tradizionalmente conclude il corso, anche se domani (oggi per chi legge), prima della partenza avremo ancora modo di implementare le nostre esperienze.

Peccato però che proprio domani si debbano abbandonare le barche.


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