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Mentre il prode Brunetta (sì, è vivo e lotta insieme a noi) propone un nuovo governo di centrodestra da affidare alla coppia Renzi-Giorgetti, a destra nascono nuove iniziative editoriali che provano ad interrogarsi su quale sia la visione del mondo che si vorrebbe alla base dell’iniziativa politica.

Il Guastatore, il bimestrale diretto da Clemente Ultimo e coordinato da Luca Lezzi, nel suo primo numero chiarisce di avere una visione molto diversa da quella di Brunetta.

Il problema vero è che le iniziative cultural/politiche di chi, pur essendo preparato, si colloca a destra non hanno riscontri ai vertici dei partiti che, in teoria, dovrebbero rappresentare la medesima area. Il Guastatore ospita interventi di due politici, rispettivamente di Fdi e Lega, ma è difficile credere che le posizioni espresse dai collaboratori della rivista possano trovare un riscontro nelle strategie dei due partiti di riferimento.

È vero che già la definizione di “destra” è quanto di più confuso si possa immaginare. Conservatori e rivoluzionari, liberisti e socialisti, anarchici e statalisti, nazionalisti ed autonomisti. Di tutto e di più, peccato che tutte queste posizioni si trasformino, all’interno di Lega e Fdi, in un nulla assoluto, in una proposta indifferenziata che non scontenti nessuno ma solo perché è talmente inutile da non interessare a nessuno.

I partiti, però, passano. E senza una solida base di idee le vittorie sono effimere. Si trasformano rapidamente in sconfitte. Per questo un’iniziativa come quella del Guastatore è importante. Perché offre uno spazio per le idee e per confrontarle. Non si arriverà ad una sintesi ma sarà possibile riflettere e scegliere. Ciò che fa paura a chi, come Brunetta, immagina una coalizione di governo priva di idee ed interessata solo alla spartizione di ciò che è rimasto in questo Paese.


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