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Da un paio di settimane è uscito in libreria, e anche nelle edicole, l’ultimo libro di Roberto Costantini “Anche le pulci prendono la tosse” (Edizioni Solferino – Il Corriere della Sera: 15€).
Non scopriamo certo adesso l’autore che ha avuto un successo nazionale e internazionale con la Trilogia del Male e con “Una Donna Normale” pubblicato appena qualche mese fa. Si tratta di uno dei migliori autori di thriller del Bel Paese. Più che un grande scrittore, uno straordinario affabulatore, un costruttore di storie che non ha uguali tra gli autori italiani. E non ce ne vogliano gli estimatori dei vari Carofiglio, De Cataldo e Camilleri.
In questo romanzo, scritto in piena quarantena, si ripercorrono e si incrociano le vicende di un gruppo di personaggi che abitano ad Adeago, una inesistente cittadina della bergamasca, tra il 19 di febbraio e il 22 marzo di quest’anno, vale a dire nel pieno della cosiddetta fase 1 dell’epidemia da Covid-19.
C’è Raymond, il poliziotto scansafatiche che non vede l’ora di andare in pensione; suo fratello Jacques, torbido imprenditore e sua moglie Regina, insegnante frustrata e blogger sotto pseudonimo; c’è l’infermiera Beatrice con il marito Carlo medico di base. Ed altri ancora che ci fanno ripercorrere quel momento terribile in cui la paura, la segregazione in casa, le notizie sulle morti e sui contagi che salivano giorno dopo giorno, ci hanno coinvolto tutti. Un momento di quest’anno terribile che già ci sembra così lontano ma che allunga i suoi effetti ancora oggi sulla vita di ciascuno di noi.
I personaggi ci appaiono piccoli, meschini, deboli. Non c’è un vero protagonista, un “eroe” con il quale identificarci; tanto che alla fine siamo costretti a riconoscerci, con il nostro bagaglio di debolezze, in tutti o in nessuno di loro.
Ma se è vero che “anche le pulci prendono la tosse” è altrettanto vero che, a volte, “anche le formiche nel loro piccolo si incazzano”. Così anche quei personaggi così incapaci di un sussulto, così miserabili e piccini, a volte possono avere uno scatto di orgoglio, un momento in cui, per i motivi più disparati, si ribellano agli altri ma soprattutto alla loro vita insignificante.
Non manca l’inevitabile intrigo poliziesco. Ma questa volta passa quasi in secondo piano anche se tocca, sia pur a diverso titolo, quasi tutti i numerosi personaggi che popolano la vicenda.
In un momento in cui gli instant book sul Coronavirus si stanno moltiplicando a dismisura, vale la pena di ripercorrere la nostra vita recente attraverso le pagine di questo bel romanzo, “un miracolo in tempi brevissimi” come lo ha definito lo stesso autore.
Per non dimenticare.


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