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Viareggio rende omaggio all’artista livornese Oscar Ghiglia, che il coevo Amedeo Modigliani definiva “l’unico pittore italiano“, purtoppo poi destinato ad un parziale oblio.

E lo fa con una interessante mostra personale dal titolo “Oscar Ghiglia. Classico e moderno“, curata da Elisabetta Matteucci, presso il Centro Matteucci per l’Arte Moderna, visitabile fino al 4 novembre prossimo.

Oscar Ghiglia, destinato dopo la sua morte, secondo il critico Carlo Ludovico Ragghianti, ad un parziale silenzio per i suoi rapporti con il fascismo, in realtà quando questo si impose aveva già cinquanta anni e viveva povero ed appartato. L’esposizione nel cuore di Viareggio rende giustizia della bellezza dei dipinti di un artista, che si formò nella Firenze modernista delle mostre rivoluzionarie della Promotrice e di palazzo Corsini, ma che fu anche capace di sviluppare un profondo legame con alcuni maestri del passato, da Rembrandt a Gauguin, da Tiziano al conterraneo Giovanni Fattori. Proprio lo stesso Ghiglia ammetteva, oltre all’amore per van Gogh, che Cézanne incarnava “il passato che è l’avvenire“.

La riscoperta di Oscar Ghiglia come pittore avvenne verso la metà degli anni Settanta del Novecento, grazie agli studi di Renato Barilli e Raffaele Monti, che confluirono in una serie di mostre, capaci di rivelare il grande talento dell’artista.

La sua pittura risultava priva di contaminazioni, anche per il tratto un po’ chiuso e scontroso del suo carattere, poco incline alle relazioni sociali.

Fu all’inizio vicino artisticamente a Giovanni Papini ed Amedeo Modigliani; del primo criticò, però, la svolta futurista, con il secondo si ignorano, invece, tuttora le ragioni della frattura.

Tuttavia, proprio durante un soggiorno a Venezia e, poi, a Capri, Ghiglia indirizzò cinque lettere a Modigliani, in cui emergono i tratti di un sodalizio tra i più fertili del Novecento.

La mostra presenta oltre quaranta opere dell’artista livornese e, in onore del suo legame con Modi’, anche due sculture di Amedeo Modigliani, “l’enfant gras“, che si trova esposto alla Pinacoteca di Brera, e “Tete de Femme rousse“, in visione permanente alla Gam di Torino.

Viareggio. Fondazione Centro Matteucci per l’arte Moderna.

Fino al 4 novembre

6 luglio-9 settembre

mart/ven 17.30-22.30, sab/dom 10-13; 17.30-22.30.

11 settembre -4 novembre

Giov/ven 15.30-19.30. Sab/dom 10/13; 15.30-19.30

Lunedì chiuso


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