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Nicola Bolaffi, con il romanzo “La sottile armonia degli opposti” Garzanti editore, e Mauro Mazza con “Il destino del Papa russo”, edito da Fazi, sono i vincitori delle due più importanti sezioni del Premio Nazionale Antonio Semeria Casinò di Sanremo che, giunto quest’anno alla sua quarta edizione, ma prima per la categoria romanzi editi, si avvia a diventare uno dei più importanti Premi del panorama letterario italiano, con una grande risonanza anche a livello internazionale.

Il 9 giugno scorso, al Villaggio Rolex dello Yacht Club Sanremo – in occasione della giornata inaugurale della celebre regata velica Genova, Sanremo, Giraglia in Corsica, Cannes, Saint Tropez – nella sezione Poesia, era stata premiata da Brando e Corso Quilici, Marzia Taruffi e Matteo Moraglia la comasca Ilaria Spes con la silloge “ Costellazioni”.

Nicola Bolaffi e Mauro Mazza si sono imposti all’attenzione della qualificata giuria letteraria, che ha dovuto scegliere tra le quasi cento opere inviate complessivamente al Premio Sanremo.

Il primo, torinese, nato nel 1975, vive fra la campagna di Sciolze e New York. E’ anche un pittore, da qualche anno all’attenzione della critica artistica, con alcune fortunate personali a Roma, Torino, Ginevra, Londra, Tel Aviv. ”La sottile armonia degli opposti”, che Garzanti ha pubblicato in Italia con una trasognata sovraccoperta di Hossein Zara, è stato definito da molti critici un piccolo gioiello.

Esordio forte e coinvolgente. I due protagonisti, Otto e Greta, viaggiano fra la dura e spietata realtà ed il rassicurante limbo della fantasia, lei alcune volte travolta dalla droga e da emozioni estreme.

Due anime inquiete, per certi versi sole, attraversate da laceranti e drammatiche vicende esistenziali, in alcuni frangenti alla deriva. Più volte si sfiorano, si abbandonano e si incrociano, per infine arrendersi alla constatazione che solo remando controcorrente si può sconfiggere la tempesta e riappropriarsi della propria vita e di un amore contrastato, ma coinvolgente e forse salvifico.

Mauro Mazza, oltre che un romanziere di successo – nel 2012 ha vinto l’ambito e prestigioso Premio Acqui Storia con il romanzo “L’albero del mondo”, edito da Fazi – è un volto molto noto della televisione e dei media.

Nato a Roma nel 1955, giornalista dal 1977, ha diretto, molte volte conducendolo di persona in video, il telegiornale TG2, per poi essere promosso alla direzione della rete ammiraglia della Tv pubblica RAI UNO e alla responsabilità di Rai Sport.

Il destino del Papa russo “, vincitore dell’edizione 2018 del Premio Antonio Semeria, ci trasporta dalle segrete stanze del Vaticano alla Russia del misticismo ortodosso e alla Leningrado del sindaco Putin, alle potenti lobby finanziarie e multinazionali californiane, fra cardinali, gole profonde, affaristi senza scrupoli, servizi segreti, organizzazioni pseudo umanitarie e congregazioni religiose. Inizia con la scomparsa, alla fine del suo pontificato, di Papa Francesco, l’argentino Jorge Mario Bergoglio.

Il conclave, come al solito, è seguito con spasmodica attenzione dai media e dalle televisioni di tutto il mondo. Con l’attesa fumata bianca si viene a sapere che in conclave è accaduto un fatto senza precedenti da molti secoli.

I cardinali hanno incoronato il primo papa russo della storia, Nikolaj Sofanov, ma soprattutto lui nella cappella Sistina non era presente, in quanto non ha ancora il cappello cardinalizio.

Nelle più oscure stanze del Vaticano e nelle cancellerie occidentali e dei paesi dell’Est europeo, inizierà nei mesi successivi una partita a scacchi tra il Papa ed i suoi avversari, con la presenza di figure misteriose con antenne e spie ovunque, decise ad impedire che il nuovo pontefice possa preparare e poi sancire uno storico accordo, dopo secoli di incomprensioni, fra la chiesa ortodossa russa e quella cattolica. Con ogni mezzo. Fino ad un tragico epilogo.

La giornata conclusiva del Premio Antonio Semeria si svolgerà il prossimo 21 settembre dalle ore 16,30 nel celebre Teatro dell’Opera del Casinò di Sanremo, quello che ha visto i trionfi canori di Nilla Pizzi e di Domenico Modugno.

Oltre alla premiazione di Nicola Bolaffi e di Mauro Mazza, la giuria popolare dei Martedi Letterari del Casinò (che prosegue la prestigiosa attività culturale iniziata negli Anni Trenta da Luigi Pirandello e Mario Pastonchi) sceglierà il vincitore della speciale ed omonima targa tra i tre finalisti sulle oltre cinquanta opere in concorso, che sono Luigi De Pascalis con “Volvograd” La Lepre Edizioni, Daniela Laurentis & Nadia Clementi con “Un amore in piazza” Reverdito Editore e Mario Ciriello, giornalista de “Il Mattino” ed “Il Messaggero”, con “Un giorno di questi” Rubettino.

La premiazione di venerdì 21 settembre, che si preannuncia una importante manifestazione culturale, mediatica e mondana, sarà condotta da Marzia Taruffi e dal prof. Stefano Zecchi e si concluderà con una cena di gala al roof garden del Casinò di Sanremo.


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