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Molti appassionati delle canzoni di Fabrizio De Andrè hanno atteso con ansia il 22 maggio per avere finalmente la possibilità di ascoltare il “Concerto Ritrovato” con la Premiata Forneria Marconi.

Si tratta della colonna sonora del film realizzato da Valter Veltroni sulla base delle riprese realizzate a Genova il 3 gennaio del 1979 e che erano state dimenticate in un cassetto.

Dopo l’ascolto non devono essere stati pochi gli amanti del cantautore genovese, morto ventuno anni fa, a restare delusi da quella che si è dimostrata una mera operazione commerciale.

Intanto ad accompagnare Faber sul palco non è la PFM, ma solo una parte dei suoi componenti. Cosa che viene ribadita dallo stesso cantante in uno dei suoi interventi parlati.

Quindi va notato come la registrazione sia di pessima qualità. Probabilmente il sonoro è stato tratto dalla presa diretta della telecamera e non dal mixer di sala. Il suono, malgrado il restauro e la rimasterizzazione eseguita per l’occasione, risulta intubato, piatto e neppure stereofonico. La band, in quell’occasione, non doveva essere particolarmente in forma, e lo stesso si può dire dei fonici. Provate ad ascoltare la quarta traccia, Il Testamento di Tito: a metà brano si dovrebbe sentire un solo di sintetizzatore che invece si intuisce appena. Ed è solo un esempio tra i tanti.

Per non parlare della voce dello stesso Fabrizio. Forse non aveva ancora smaltito i fumi dell’alcol dovuti alle libagioni del recente capodanno. Fatto sta che nei primi brani la sua voce risulta stonata in modo imbarazzante, tanto che lui stesso accenna delle scuse alla fine della prima canzone. Poi le sue corde vocali evidentemente si scaldano un poco e le cose vanno meglio. Ma bene, va detto francamente, mai!

Inoltre non si comprende che cosa potesse aggiungere questo disco ai due usciti nel 1979 e nel 1980, che presentavano De Andrè e la PFM insieme sul palco con lo stesso repertorio, gli stessi arrangiamenti e un suono decisamente più curato. Per non parlare della riedizione uscita, con lo stesso titolo, nel 2007.

Da ultimo non si capisce come mai sia uscita soltanto l’edizione audio e non anche il video che era comparso nelle sale cinematografiche nello scorso mese di febbraio, ma che vi era rimasto solamente tre giorni.

Forse sarà intenzione della Sony Music farlo uscire in seguito, allo scopo di spillare altri quattrini dalle tasche dai già ampiamente tartassati fan del compianto De Andrè.

Eppure, in questo periodo in cui i concerti dal vivo sono stati del tutto vietati, e non si sa per quanto tempo ancora, dovremo accontentarci di queste registrazioni, anche se sono di pessima qualità.


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