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Esistono intellettuali che, pur avendo avuto un’importanza decisiva nello sviluppo delle idee e del pensiero, vengono in fretta dimenticati.

È il caso di Alfredo Cattabiani che nasceva a Torino il 26 maggio del 1937.
Laureatosi in scienze politiche con Luigi Firpo esponendo una tesi su Joseph De Maistre, divenne ben presto promotore e divulgatore del pensiero tradizionale, in palese e convinto contrasto nei confronti dell’egemonia culturale marxista e neo illuminista che dominava in Italia negli anni del secondo dopoguerra.

Dopo aver fondato nel 1962 le Edizioni dell’Albero, nel 1966 assunse la direzione editoriale della casa editrice Borla di Torino, dove restò fino al 1969 creando nuove collane fra cui “Documenti di cultura moderna”, a cura di Augusto Del Noce ed Elémire Zolla, pubblicando autori allora “dimenticati” come Hans Sedlmayr, Abraham Joshua Heschel, Simone Weil, Mircea Eliade o Chogyam Trungpa.

Ma la sua più proficua influenza nei confronti della cultura non conformista si ebbe quando, nel 1969, Edilio Rusconi gli affidò la direzione editoriale della neonata Rusconi Libri, che in breve tempo s’impose sul mercato con opere letterarie quali “Il Signore degli Anelli” di J. R. R. Tolkien, “La colonna e il fondamento della Verità” di Pavel Florenskij (prima traduzione mondiale), “Difesa della luna” di Guido Ceronetti, che segnò il fortunato esordio dello scrittore torinese, “Il flauto e il tappeto” di Cristina Campo, poi ripubblicato con grande successo da Adelphi negli anni ottanta con il titolo “Gli imperdonabili”, “Heliopolis” ed “Eumeswil” di Ernst Jünger, “Il quinto evangelio” di Mario Pomilio, e moltissimi altri.

Contemporaneamente Cattabiani collaborava a giornali e riviste e curò personalmente, dopo aver accantonato l’attività di pubblicista, alcune trasmissioni radiofoniche molto seguite, malgrado fossero mandate in onda a ore antelucane. I suoi argomenti preferiti erano la storia delle religioni, il simbolismo e le tradizioni popolari, argomenti in cui riusciva a cogliere e a ritrasmettere le epifanie della Tradizione eterna. Ne nacque una serie di libri che ebbero anche un notevole successo, a partire da Bestiario, una raccolta di racconti su animali reali e simbolici che incarnano le “energie cosmiche”, cui fecero seguito Volario, sugli uccelli, Planetario, Calendario, Florario, Acquario e Lunario.

Ma la sua produzione letteraria è sconfinata. Tradusse Drieu La Rochelle, Jules Barbey d’Aurevilly, scoprì autori sconosciuti e curò la ripubblicazione di autori come Platone e Plotino. Da musicofilo impostò persino una fortunata collana musicale diretta da Piero Buscaroli e Paolo Isotta.

Insomma un intellettuale e un promotore culturale a tutto tondo, che ebbe un’importanza fondamentale per tutta la seconda parte del Novecento. E Dio solo sa quanto oggi si senta la mancanza di personaggi della sua levatura!

Cattabiani ci lasciava il 18 maggio del 2003, ma numerosi suoi scritti inediti continuano a fare compagnia ai pochi che si ricordano ancora di lui sulla sua pagina Facebook.


Reader's opinions
  1. Francesca   On   29 Maggio 2020 at 1:20

    Pregevole articolo, se non altro perché ricorda una storia che pochi conoscono. Cultura alternativa, pensiero libero e non irregimentato. Sostiene Giuseppe Berto, trattato molto male al rientro dalla prigionia in Usa dove si era dichiarato non cooperante come Tumiatti, noto giornalista e corrispondente. Un trattamento iniquo che l’Italia continua a riservare ancora oggi ai suoi figli che hanno la caparbietà di voler essere liberi. Nel dopoguerra ci fu anche una seria protesta degli intellettuali sul monopolio culturale della sinistra e sulle sue lobbies. Oggi non solo non è cambiato niente ma ci hanno messo la museruola color azzurro della mascherina chirurgica. Il pensiero perdura, l’anima è eterna e si può ancora non essere cooperanti con gli odierni avvoltoi.

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