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Augusto Grandi, direttore di Electomag, non ha certo bisogno di presentazioni. Ben note sono la sua verve e la sua capacità di analizzare l’attualità politica ed economica con interventi sintetici ma sempre puntuali.

Forse però non tutti sanno che egli ha espresso le sue qualità di attento cronista della realtà – nonché di abile narratore – in diversi libri, il più fortunato dei quali fu “Sistema Torino”, uscito nel 2002 per i tipi di Dario Musso Editore. Quel testo si fece, a partire dal titolo, paradigma, tanto che l’espressione è diventata di uso comune per indicare quella lobby che ha impedito al capoluogo piemontese di svilupparsi nel corso dei decenni.

A quasi vent’anni da quella uscita era necessario aggiornare la situazione, cosa che Grandi ha fatto con il “sequel” (se così si può dire) di quel fortunato pamphlet.

Si tratta di “Sotto Sistema Torino”, recentemente pubblicato dalla casa editrice Il Nodo di Gordio (112 pagine, 12€).
Il testo analizza la situazione torinese nei suoi aspetti sociali, economici e politici. Come era ovvio aspettarsi Grandi non fa sconti a nessuno. Le carenze amministrative vengono messe a nudo in modo impietoso. Ma l’attacco dell’autore è rivolto soprattutto a quella casta di imprenditori dal “braccino corto” che ha pensato soltanto ai propri interessi senza rendersi conto che le aziende possono prosperare soltanto se l’ambiente che le circonda è sano.

Quello che, dal 2006 in poi, è stato sbandierato come il Miracolo Torino non è stato altro che un restyling, che non ha impedito a Torino di perdere via via pezzi importanti della sua realtà, dal ruolo di capitale dell’auto ai saloni. Tutto a vantaggio soprattutto di Milano se non delle multinazionali straniere.

Vale però la pena di scorrere le pagine di questo volume in quanto gli argomenti trattati sono davvero tanti: dalla scuola al degrado delle periferie, dai trasporti agli scambi con il territorio, dal turismo alla disgregazione sociale.

Certamente anche con questo libro Grandi non mancherà di farsi un sacco di nemici. Che si aggiungeranno a quelli che erano stati chiamati in causa con il libro precedente.

Ma proprio come diciotto anni fa non mancano segnali che inducono a un cauto ottimismo, legati all’intraprendenza di un pugno di personaggi, giovani e no, che hanno deciso di volare alto e lavorano per dare alla città prospettive degne di quell’orgoglio che ha fatto sì che un centro tutto sommato periferico si trasformasse in capitale.

L’impegno di questo sparuto ma combattivo manipolo dovrà però fare i conti con quel Sistema Torino che, pur mostrando la corda, continua a fare di tutto per tenere la citta sotto una cappa di piombo.

Per il momento “Sotto Sistema Torino” è disponibile soltanto presso l’editore, prima che il sistema distributivo riprenda a funzionare. Ma vale comunque la pena di ordinarlo (info@nododigordio.org) e, soprattutto, di leggerlo.


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