fbpx


Io sono fedele… Quante volte si sente dire questa frase. E quante volte è pura mistificazione. Oppure adombra un rapporto, anzi un complesso intrico di emozioni, stati d’animo, pulsioni psichiche che con la fedeltà, quella autentica, nulla hanno a che fare.
Fedeltà deriva dal latino “fides” che vuol dire essere leale, stare ai patti. E patto, sempre in latino, è “foedus” appunto. Indicava un elemento fondamentale delle relazioni fra uomini. La base dell’amicizia. Che era, appunto, un patto indissolubile. Che non si doveva mai rompere. E l’amicizia fra uomini era, per i greci ed ancor più per i romani, sia il fondamento della società, sia il sentimento più importante.

Cicerone ha dedicato al tema uno dei suoi scritti più felici, “Laelius vel de amicitia”.
L’amicizia virile era il legame più duraturo. Quello che ti accompagnava ed aiutava nella vita pubblica, le fazioni politiche essendo essenzialmente fondate su questo. Ti accompagnava anche in guerra: il mito di Achille e Patroclo.
Era decisamente più importante dell’amore per la donna. Perché
quest’ultimo si fondava solo sul desiderio, non su una consonanza più profonda. E il desiderio è volubile. Non è un patto. Tutta l’ Elegia erotica latina è incentrata sulla volubilità della passione amorosa. Sulla volubilità della donna, soprattutto. La fedeltà non era contemplata; anzi era l’infedeltà, il tradimento a dare sostanza al tema amoroso. A renderlo vivace, appassionato. In Ovidio soprattutto.
Dai Provenzali in poi l’amore continua ad essere interpretato esclusivamente come adulterio. Quindi come rottura del “foedus” coniugale. Tuttavia intorno al tema dell’adulterio, a partire da Arnaut Danielle, si comincia a costruire una nuova concezione della fedeltà. Che culmina in Dante e in quelli che lui chiama i Fedeli d’amore. Una fedeltà metafisica. La totale dedizione alla Donna amata, che diviene oggetto di ogni pensiero, di ogni verso. Di ogni slancio creativo. Non era una fedeltà fisica però. Come ci conferma il Boccaccio in quel suo Trattatello che è poi il primo, e più sincero, ritratto di Dante.
La fedeltà spirituale riguardava comunque solo l’uomo. La donna era oggetto di poesie e d’amore : in quanto tale non ci si curava di altro. Il patto era a senso unico. Una scelta. Voluta e cosciente del poeta. Dell’amante. LEI, l’Amata doveva solo lasciarsi amare. Da lontano e, anche, inconsapevolmente.
Poi, dal Rinascimento al ‘700 libertino, fu l’ apoteosi dell’infedeltà. La raffinata ed elegante estetica aristocratica non prevedeva patti amorosi perpetui. Che tornarono invece in auge con il trionfo della borghesia e il suo solido, ancorché un po’ claustrofobico, senso della famiglia.
Tuttavia la grande letteratura andò comunque in direzione opposta. Il romanzo soprattutto. Dalla figura divenuta paradigmatico di Madame Bovary alla tormentata Anna Karenina. Dall’Esclusa di Pirandello alle vicende intricate del Bel Ami di Maupassant. Al centro sempre la mancanza, vera o presunta, di fedeltà da parte della donna. Perché era questa a creare l’intreccio. A scatenare il dramma. L’infedeltà maschile era meno interessante, più banale, perché socialmente più accettata dall’ipocrisia imperante.
A questo punto apparebbe quasi ovvio e dovuto che mi lanciassi in un sermone contro il degrado dei costumi presenti, elogiando i morigerati costumi del passato, la fedeltà in primis. Sinceramente, però, la prospettiva in cui cerco di guardare al tema non è moralistica; è altra.
La fedeltà ha un senso solo se intesa come i romani, un patto tra due contraenti. E come i Fedeli d’amore dello Stil Novo. Per i quali era comunque un patto metafisico fra l’amante e l’anima dell’amata.
Ma i patti devono comunque essere tra pari. A livello sociale o spirituale che sia. E devono anche fondarsi sulla libertà. Altrimenti la parola fedeltà viene usata impropriamente. Per mascherare rapporti di dipendenza. Sovente addirittura tossici. Che impediscono di vivere. Perché a due esseri liberi che hanno, come si diceva un tempo, corrispondenza di amorosi sensi, si sostituisce qualcosa di molto diverso. La relazione fa succuba ed incubo.


Le opinioni dei lettori

Rispondi

La tua email non sarà pubblicata. * Campi obbligatori




ElecTO Radio

Current track
TITLE
ARTIST